Nuova emigrazione: Bassetti, ripensare il concetto di ‘estero’

Red
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Roma, 2 feb. (askanews) - Intervenendo all'incontro online organizzato dal Cgie su vecchie e nuove migrazioni in vista della conferenza permamenente stato regioni, l'onorevole Piero Bassetti, Presidente della Fondazione Locus loci, ha invitato a cambiare il nostro punto di vista sul tema migratorio.

Il discorso sulle migrazioni - ha osservato Bassetti - è stato sinora un discorso puramente nazionale, westfaliano. Noi dobbiamo proprio cambiare questo punto di vista, disconnettere il discorso migratorio dal tema dell'estero. Viviamo in un mondo glocalizzato, in cui i confini stanno diventando irrilevanti, e che ci sfida a considerare le persone migranti come persone mobili, e di cui è importante sapere non da dove vengono ma cosa fanno nella vita. La cosa essenziale è che chi migra nell'essere cittadino altrove deve portare i valori dell'italicità. Noi dobbiamo cambiare completamente il nostro modo di pensare alla migrazione se realmente vogliamo assumerla come l'epifenomeno di un più vasto fenomeno di mobilità.

Il problema è dentro quale geografia vogliamo pensare la mobilità, ha notato Bassetti. Noi non abbiamo più come riferimento lo stivale, noi stiamo costruendo l'Europa. I valori culturali e funzionali dell'italianità non sono riferiti a un territorio. I nostri migranti, nel tempo, hanno fatto cose meravigliose nel mondo, penso a San Pietroburgo, ma perché sono stati migranti funzionali.

Noi dobbiamo riferire al fondo il concetto stesso di 'esterità', ha concluso Bassetti. Per andare nel concreto della costruzione di politiche positive per la migrazione dobbiamo esaminare le situazionid elle diverse mobilità, un giovane che va all'estero, per dire, è un investimento o un disinvestimento? Se un giovane ci riporta due volte il valore con cui l'istruzione italiana lo ha capitalizzato vedete bene che questo diventa un investimento.

Sia come sia noi dobbiamo continuare a ragione in termini europei: abbiamo unificato la moneta, dovremo unificare le legislazioni, e anche la mobilità va pensata in termini europei.