Nuova Zelanda, nuova ondata virus mette in luce basso tasso di vaccinazione

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Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern

WELLINGTON (Reuters) - I casi di coronavirus in Nuova Zelanda hanno registrato un nuovo balzo giornaliero, mentre crescono gli interrogativi sulla risposta del governo alla pandemia, dato che il Paese registra il minor tasso di vaccinazione tra quelli maggiormente sviluppati e l'economia è sotto pressione a causa dell'isolamento prolungato.

Sono stati registrati nella giornata di oggi 11 nuovi casi, che portano il totale a 21 nell'ambito dell'ultima ondata che ha messo fine ai sei mesi di assenza del virus nel Paese.

Il primo ministro Jacinda Ardern ha rivelato, tuttavia, che il virus è stato a lungo assente nella comunità, poiché le autorità ne hanno collegato l'origine a un rientro da Sydney risalente al 7 agosto.

"Si tratta di uno sviluppo importante. Significa che ora possiamo essere abbastanza certi di come e quando il virus è entrato nel Paese", ha detto Ardern durante una conferenza stampa.

"E il periodo in cui i casi si sono verificati nella comunità è relativamente breve"

I neozelandesi hanno vissuto senza restrizioni fino a quando martedì Ardern ha ordinato uno stop di 3 giorni a livello nazionale, in seguito all'individuazione di un nuovo caso ad Auckland, città più grande del Paese, per la prima volta da febbraio.

La premier, che ha chiuso le frontiere nel marzo 2020, aveva annunciato questo mese dei piani per una graduale riapertura tra le pressioni delle aziende e dei settori pubblici che affrontano una carenza di lavoratori, che secondo alcuni parlamentari potrebbe portare a un aumento dell'inflazione.

Ma i nuovi casi, anche se di numero ridotto, potrebbero far slittare il piano di Ardern e hanno causato notevoli preoccupazioni in Nuova Zelanda, che fatica ancora a vaccinare la popolazione.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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