Nuove Br, la vedova D'Antona: "Lettere segnale molto inquietante"

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"E' un segnale molto inquietante. Col malessere sociale che c'è al momento questi sperano di trovare terreno fertile". Così Olga d'Antona, vedova di Massimo, il giuslavorista ucciso a Roma il 20 maggio 1999 dalle Brigate Rosse, commenta all'Adnkronos le lettere, a firma Nuove Brigate rosse, recapitate tra ieri e oggi presso la sede nazionale del Partito democratico a Roma, e ai sindaci di alcune città dell'Emilia Romagna, tra cui Ferrara, Rimini e Modena.

"Non so che tipo di legame ci possa essere non dico con le vecchie Brigate rosse ma nemmeno con quelle di 20 anni fa", aggiunge, osservando che "sarebbe interessante sapere se partono da una centrale unica o da diversi nuclei".

"Dai messaggi che ho letto - riflette Olga D'Antona - non mi sembra che ci sia legame con le Brigate rosse che conosciamo. Sono il frutto di un malessere che può essere pericoloso, si minacciano atti violenti, ma i messaggi delle Brigate rosse che conosciamo erano di tutt'altro tenore, non si riferivano a fatti così specifici come in questo caso, il lockdown o le misure restrittive. Mi sembra dunque che utilizzino la sigla delle Br sigla ma che sia tutt'altra cosa". "Vorrei fare arrivare un doveroso messaggio di solidarietà ai sindaci e al mio partito", aggiunge.