Nuove proteste per le elezioni a Mosca. Centinaia di fermi

marta allevato

L'opposizione russa non cede e oggi ha tenuto la sua più partecipata protesta degli ultimi anni a Mosca, dove migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere elezioni libere e l'ammissione dei candidati indipendenti alle municipali di settembre. La manifestazione, svoltasi in Prospettiva Sakharov con un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, ha raccolto tra le 50 mila e le 60 mila persone secondo gli organizzatori, mentre per le autorità non si sono superate le 20 mila presenze. L'iniziativa, che ha trovato l'appoggio di nomi celebri del panorama musicale più seguito dai giovani, come i rapper Oxxximyron e Noize Mc, era comunque autorizzata dall'amministrazione comunale.

Al termine del corteo, però, c'e' stata un appello a continuare la contestazione nella forma, già rodata, delle "passeggiate" per il centro: gruppi di manifestanti si sono riversati per le vie del quartiere Kitaii Gorod, a pochi passi dal Cremlino e dalla sede della potente amministrazione presidenziale. Agenti e soldati in mimetica e passamontagna erano già dispiegati per le vie del centro e hanno effettuato, con un copione ormai noto, centinaia di fermi: 221 secondo la Ong indipendente Ovd-Info.

Alcuni video mostrano che anche in questo caso, le autorità hanno scelto la mano pesante, arrestando giovanissimi e perfino un ragazzo disabile. Le persone, come due settimane fa, hanno cercato di nascondersi dagli agenti nelle chiese e negli alberghi. È proprio il pugno di ferro contro manifestanti pacifici che irrita di più i moscoviti e che, secondo gli analisti, sta creando consenso intorno al movimento di protesta, le cui richieste vanno ormai oltre la semplice ammissione dei candidati indipendenti al voto di settembre, negato loro per non aver raccolto il numero sufficiente di firme autentiche per presentarsi. "Dopuskai" (ammetteteli, lasciateli passare) è ormai lo slogan in piazza e sui social e con cui ci si riferisce anche alla liberazione dei manifestanti arrestati in questi tre fine settimana di proteste e ormai considerati prigionieri politici. 

Tra i fermi di oggi anche la candidata non ammessa alla corsa di settembre, Lyubov Sobol, che per questo ha indetto uno sciopero della fame. Stretta collaboratrice dell'oppositore politico Alexei Navalny - al momento in carcere - Sobol è stata fermata ancor prima di unirsi alla piazza. 

Nell'ennesimo sabato di proteste a Mosca - che ha visto azioni di solidarietà anche a San Pietroburgo, con decine di fermi - il presidente Vladimir Putin era a Sebastopoli, dove ha partecipato a un motoraduno, arrivando alla guida di una moto Ural con nel sidecar il capo della Crimea, Sergei Aksenov, e il governatore ad interim di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev.