##Nuove regole Ue bilancio, da Commissione “guidance” entro 2022

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Bruxelles, 25 gen. (askanews) - La Commissione europea presenterà "ben prima del 2023" una "comunicazione interpretativa" per applicare le regole di bilancio per gli Stati membri nel periodo fra la disattivazione della "general escape clause", la clausola di sospensione che era stata attivata a causa della crisi pandemica, e l'approvazione delle modifiche legislative che seguiranno all'accordo sulla revisione del Patto di Stabilità, e che non saranno certamente state completate entro la fine del 2022.

Lo hanno annunciato oggi a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il commissario all'Economia Paolo Gentiloni, intervenendo in videoconferenza in un'audizione congiunta delle commissioni Affari economici e Affari sociali del Parlamento europeo.

Dombrovskis ha anche paragonato l'annunciata comunicazione interpretativa ("guidance") con la famosa comunicazione della Commissione Juncker del gennaio 2015, che chiarì come andavano applicate le regole di flessibilità del Patto di Stabilità, a legislazione invariata, introducendo per la prima volta criteri che allentarono la morsa delle politiche d'austerità applicate dall'Ue fino a quel momento.

Ma l'annuncio è importante anche perché significa che entrambi i commissari considerano oramai scontato che ci saranno delle modifiche legislative al Patto, e che la comunicazione interpretativa servirà solo temporaneamente, fino all'entrata in vigore di queste modifiche alla legislazione (ovvero ai due pacchetti "Six-Pack" e "Two-Pack" che avevano reso il Patto di Stabilità più rigoroso durante la crisi del debito sovrano).

Finora, solo Gentiloni aveva detto chiaramente di considerare necessaria una modifica legislativa, mentre Dombrovskis aveva lasciato capire che forse sarebbe bastata una comunicazione della Commissione come quella del 2015, senza cambiare la legislazione. Inoltre, diversi paesi rigoristi, e in particolare l'Austria e l'Olanda, si erano dichiarati contrari a cambiamenti della legislazione, e favorevoli al pieno ritorno in vigore del vecchio Patto di Stabilità dopo la fine della crisi pandemica. Dombrovskis ha anche ammesso che andrà cambiata l'attuale clausola del Patto che impone una riduzione annuale di 1/20 della parte del debito/Pil degli Stati membri eccedente la soglia di Maastricht del 60%; inoltre, ha aggiunto, bisognerà sostituire l'approccio "one size fits all" (una taglia unica per tutti) con un approccio "su misura" nel percorso di risanamento dei bilanci degli Stati membri. Gentiloni, in più, ha sottolineato che "l'austerità non tornerà". E che "non è la politica che proponiamo e suggeriamo". Ma, ha aggiunto, "il fatto che non torniamo alle scelte che abbiamo fatto nella crisi precedente, senza grandi risultati, non significa che non prendiamo seriamente, ad esempio, in certe situazioni, il problema della sostenibilità dei sistemi pensionistici; ma questo non sarà al cuore delle nostre raccomandazioni specifiche per paese. Considereremo i diversi Stati membri e le diverse situazioni, e non nel contesto di un ritorno all'austerità".

"Stiamo lavorando - ha continuato Gentiloni - alla proposta sulla revisione delle regole di bilancio, penso che la Commissione sarà pronta forse alla fine della primavera o all'inizio dell'estate, e contiamo che gli Stati trovino un accordo. Se non faremo in tempo - ha ribadito -, daremo un'interpretazione ben prima del 2023".

"In questo quadro - ha concluso il commissario - abbiamo certamente bisogno di più investimenti; secondo i nostri calcoli serviranno 260 miliardi aggiuntivi ogni anno solo per la transizione verde, e come facilitare questi investimenti è un altro filone di questa discussione".

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