Nuove sanzioni Ue, passi avanti ma ancora senza accordo fra i 27

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Roma, 6 mag. (askanews) - Si è conclusa poco fa a Bruxelles, con alcuni passi avanti ma ancora senza accordo, una nuova riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue (Coreper), dedicata al sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per l'invasione in Ucraina.

Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, "rimane un generale consenso al pacchetto", proposto dalla Commissione europea mercoledì scorso, "ed è stata ribadita da tutti la volontà politica di approvarlo".

Il disaccordo fra gli Stati membri riguarda le sanzioni nel settore energetico, e in particolare la proposta di un embargo sulle importazioni di petrolio dalla Russia, con attuazione progressiva entro la fine del 2022. Inizialmente era stata prospettata una deroga temporanea per i due paesi membri più dipendenti da queste importazioni, la Slovacchia e l'Ungheria, con la scadenza fissata per loro un anno dopo, a fine 2023, o fino a esaurimento dei contratti in corso se scadono prima.

Ma l'Ungheria ha chiesto almeno cinque anni per riorientare la sua economia e industria verso altre forniture, e anche fondi per riorganizzare e ricostruire gli stabilimenti. Inoltre, anche altri paesi Ue con forte dipendenza dal petrolio russo chiedono deroghe con periodi più lunghi.

La Commissione, riferiscono le fonti, ha messo sul tavolo della riunione questo pomeriggio "una versione rivista della proposta, che allunga la durata delle deroghe per Ungheria e Slovacchia e introduce una nuova deroga (più limitata nel tempo) per la Repubblica ceca".

Si tratta di "un importante passo avanti in vista del raggiungimento del consenso", hanno indicato le fonti, rilevando che tuttavia "rimangono ancora resistenze" contro l'attuazione progressiva prevista per l'embargo sul petrolio, e confermando che la discussione riguarda le richieste di allungamento della durata delle deroghe e "la questione delle compensazione economiche per i paesi che si troveranno a dover adattare le proprie raffinerie, al momento tarate sul petrolio russo".

Resta inoltre, la questione del divieto del trasporto del petrolio russo per le navi battenti bandiera degli Stati membri dell'Ue, che costituisce un problema per la Grecia ma anche per Malta e Cipro, hanno riferito ancora le fonti, aggiungendo che "le prossime ore saranno dedicate alla soluzione di questi problemi attraverso contatti bilaterali fra la Commissione, la presidenza di turno francese del Consiglio Ue e gli Stati membri interessati" .

"È improbabile che stasera il Coreper torni a riunirsi, mentre appare più probabile un nuovo Coreper domani o comunque nel week end. L'obiettivo condiviso da tutti è che il pacchetto si chiuda prima di lunedì", hanno concluso le fonti.

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