Nuovi bersagli genetici contro il cancro al cervello, studio Italia-Usa

·2 minuto per la lettura

Nuovi bersagli genetici per contrastare la crescita dei gliomi, tra i più aggressivi tumori del cervello. Sono stati scoperti da un gruppo di ricercatori dell'università Statale e del Policlinico di Milano, in collaborazione con l'Institute for Cancer Research dell'Oslo University Hospital, autori di uno studio pubblicato su 'Autophagy' e sostenuto da Fondazione Airc, Worldwide Cancer Research e Fondazione Cariplo, con il supporto di UniMi.

Nel lavoro - coordinato da Thomas Vaccari e Valentina Vaira della Statale meneghina, in collaborazione con Helene Knævelsrud, principal investigator all'Institute for Cancer Research, Oslo University Hospital - gli scienziati hanno ricreato nel moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) le lesioni genetiche che sono alla base dello sviluppo del glioblastoma. Queste lesioni - spiegano dall'ateneo milanese - attivano indebitamente i sistemi che segnalano la presenza di nutrienti a disposizione delle cellule, inducendone la crescita incontrollata. I ricercatori hanno scoperto che tale alterazione blocca il funzionamento dell'autofagia, uno dei processi principali per metabolizzare i nutrienti. Manipolando nel moscerino l'attivazione di molti geni coinvolti nell'utilizzo dei nutrienti, hanno quindi mostrato come si possa rallentare la crescita delle cellule gliali tumorali, riattivando al contempo l'autofagia.

"L'importanza di questa ricerca è che in futuro potremo pensare di utilizzare farmaci che regolano l'autofagia per riprogrammare il modo in cui le cellule tumorali si nutrono, bloccandone la crescita", afferma Vaira, ricercatrice esperta in oncologia molecolare del Policlinico di Milano e del Dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti della Statale.

"Le nostre ricerche - sottolinea Vaccari, docente del Dipartimento di Bioscienze dell'ateneo - illustrano come si possano utilizzare i modelli genetici propri della ricerca di base per comprendere lo sviluppo dei tumori all'interno di un organismo e per identificare le vulnerabilità specifiche delle cellule tumorali. Queste ultime, infatti, a causa delle loro lesioni tendono a comportarsi in modo differente dalle loro controparti sane. Speriamo così di trovare nuove vie per eradicare un tumore senza arrecare troppo danno ai tessuti sani dei pazienti".