Nuovi Emigrati, Vignali: favorire rientro cervelli in movimento

Red
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Roma, 2 feb. (askanews) - Luigi Maria Vignali, Direttore generale per gli italiani all'estero della Farnesina, intervenendo all'incontro online organizzato dal Cgie su vecchie e nuove migrazioni in vista della conferenza permamenente stato regioni, ha aperto proprio congratulandosi col Cgie per essere riuscito, dopo 11 anni, a organizzare l'assemblea permanente stato-regioni e ha centrato il suo intervento su un tema: la migrazione in sè non è un fatto negativo ma il nostro compito è far sì che abbia un esito "circolare": è vitale che i nostri giovani cervelli in movimento possano individuare occasioni di rientro nel nostro paese.

Per quanto riguarda la Farnesina, sottolinea Vignali, dobbiamo partire dai 6 milioni e 250 mila italiani che vicono all'estero. Ecco dobbiamo tener conto di queste varie anime dell'emigrazione italiana. Abbiamo chi è all'estero da tempo, chi da vari decenni, ma ci sono anche gli italo-discendenti, circa 80 milioni, e poi ci sono i neo-emigrati, giovani e meno giovani italiani che si sono mossi recenemente dal nostro paese. Tra questi, circa 53 mila giovani solo nel 2019, molti giovani formati e preparati che se non tornassero in Italia rappresenterebbero un grave deflusso di capitale, anche finanziario, dal nostro paese. Laureati, dottori di ricerca, su cui il paese ha investito molto. Oltre alla perdita di forza propulsiva c'è anche una perdita di investimento: è fondamentale lavorare perché questi giovani possano tornare.

La migrazione in sè non è un fenomeno negativo ma dovremmo lavorare perché si chiuda in modo circolare. Ogni volta che uno va all'estero si arricchisce e questo nuovo patrimonio vorremmo che ciascuno potesse reinvestirlo anche in Italia. Questi cervelli in movimento, questo capitale umano, possiamo contare che rientrino lavorando con i territori, province, regioni, comuni. Alcuni passi importanti sono stati fatti, ricordo gli incentivi fiscali previsti dal decreto crescita e dall'ultima finanziaria.

Pero' al di là degli incentivi bisogna lavorare sempre per mantenere un legame tra questi giovani e l'Italia, e qui è decisivo il ruolo dell'associazionismo. Noi dobbiamo lavorare sul tenere sempre vivi i legami con la madre patria. La Farnesina sta lavorando alla creazione di una 'rete di talenti' per il Sud. Dobbiamo favorire la collaborazione tra i talenti che sono andati all'estero e hanno avuto successo e le imprese italiane, in particolare quelle del sud.

L'associazionismo - ha concluso - è fondamentale sia intermini di accoglienza, sia perché è proprio attraverso l'associazionsmo che i giovani, la nuova mobilità, mantengono un rapporto con l'Italia e possono trovare opportunità di rientro. Mi riferisco a tutte le associazioni e reti, ne abbiamo censite oltre 1700 in tutto il mondo.