Nuovi fermi produttivi globali per la crisi dei semiconduttori

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L'impatto della carenza globale di semiconduttori sull'industria automobilistica si fa sempre più pesante. Oltre ai problemi già noti, un incendio scoppiato ieri in Giappone all'interno di uno stabilimento di Renesas Electronics potrebbe aggravare ulteriormente la carenza globale di semiconduttori, con ricadute che potrebbero estendersi oltre il Paese del Sol Levante, alle Case auto di Europa e Stati Uniti poiché Renesas detiene circa il 30% del mercato globale dei chip utilizzati nelle automobili. L'azienda ha detto che ci vorrà almeno un mese per riprendere la produzione. Inoltre, alle già numerose riduzioni annunciate nelle produzioni globali di alcuni modelli - che in alcuni casi ha portato alla completa chiusura di alcune fabbriche - da parte di molti brand (tra cui General Motors, Honda, Volkswagen, Nissan e Volvo) si aggiungono ora Toyota, Stellantis e Ford.

Stellantis ha annunciato che "per un certo numero di settimane" la produzione del Ram 1500 Classic tra Warren (Michigan) e Saltillo (Messico) non sarà completata fino a quando non saranno disponibili i componenti necessari per alcuni dispositivi. In pratica i pick-up usciranno dalle linee di produzione incompleti e verranno ultimati in un secondo momento. Dal canto suo Toyota ha deciso di sospendere temporaneamente la produzione nell'impianto di Kolin in Repubblica Ceca per almeno due settimane a causa di interruzioni nella catena degli approvvigionamenti dagli Stati Uniti. Infine Ford chiuderà un impianto in Ohio e ridurrà i turni per tutta la settimana alla Kentucky Truck Plant di Louisville. Ad essere intaccata la produzione di modelli come l'F-150 o l'Edge che, come per Stellantis, verranno assemblati a più riprese, rimanendo parcheggiati nei piazzali delle fabbriche per diverse settimane prima di poter essere spediti ai dealer.

Ford, che ha chiuso i cancelli anche al principale impianto europeo (Colonia, Germania), ha rivisto al rialzo le stime sulle conseguenze della crisi dei semiconduttori sulle proprie performance finanziarie annuali: è possibile un impatto negativo tra 1 e 2,5 miliardi di dollari nel caso la crisi continui per tutto il primo semestre. L'amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares ha dichiarato all'inizio di questo mese che i problemi potrebbero non essere completamente risolti entro la seconda metà del 2021, come hanno segnalato altri produttori descrivendo le forniture come la "grande incognita" per i ricavi nell'anno corrente.