Nuovi focolai, si apre il fronte dei "casi di importazione"

Nuovi focolai, si apre il fronte dei "casi di importazione"


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In provincia di Roma sono undici i cittadini del Bangladesh risultati positivi al coronavirus e ora sono stati coinvolti anche l’ambasciata del paese asiatico, il ministero delle Infrastrutture e una compagnia aerea. Tra loro, sei sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino dopo essere partiti da Dacca e gli altri cinque appartengono al focolaio dei due ristoranti (poi chiusi) sempre a Fiumicino.

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A ricostruire la vicenda è Il Messaggero: tutto è iniziato il 24 giugno, quando è stato ricoverato allo Spallanzani un cittadino originario del Bangladesh che lavorava in un ristorante di Fiumicino.

Scattato l’allarme, sono poi stati eseguiti tamponi agli altri dipendenti del locale, ai clienti e agli amici.

Tra gli otto positivi individuati, quattro sono del Bangladesh. Il primo contagiato, inoltre, due giorni prima del ricovero era stato in Ambasciata e aveva avuto contatti con gli impiegati e con altri connazionali che si trovavano negli uffici.

Si apre così il fronte dei “casi di importazione”, numerosi negli ultimi giorni, che riguardano anche persone arrivate dal Brasile, dal Messico, dal Regno Unito.

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha riferito: “Il paziente ricoverato all’Umberto I ci ha candidamente confessato che aveva già i sintomi di Covid-19 prima di salire sull’aereo a Dacca. Come è possibile? Perché l’hanno lasciato partire?”.

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