I nuovi "furbetti" eludono i controlli e fuggono dalla quarantena

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Test per il Covid
Test per il Covid

La denuncia è arrivata da molte ASL su tutto il territorio nazionale. I giovani, per non rovinarsi le vacanze estive eludono i controlli previsti in caso di contatti con positivi o di positività al tampone per rilevare la presenza di Covid-19.

Covid: i nuovi “furbetti” in fuga dalla quarantena. Come riescono ad eludere i controlli?

Molto spesso, trovandosi a dover dare alle ASL dei numeri di cellulare o altre informazioni per essere tracciati, i nuovi “furbetti” forniscono false e-mail e falsi numeri di cellulare, così da non essere reperibili e quindi rintracciati. Alla domanda dei medici e del personale sanitario, in caso di positività, sulle persone con cui hanno avuto contatti negli ultimi giorni, questi “furbetti” rispondono dicendo che sono stati ermeticamente chiusi in casa per almeno 48 ore. In questo modo non rovinano le vacanze agli amici, ma arrecano un danno enorme alla società e all’intero sistema sanitario.

Covid: i nuovi “furbetti” in fuga dalla quarantena. I numeri

Non si tratta di pochi casi isolati, ma di cifre mediamente alte. Da inizio estate solo a Roma e provincia si contano almeno 250 persone sfuggite ai controlli dell’ASL ed attualmente intracciabili ed introvabili. Anche sull’isola di Capri sono sparite 30 persone dai radar dell’ASL e in Puglia, precisamente nel Salento, altre 20 persone. In questi casi solo le forze dell’ordine possono provare a risalire alle persone che sfuggono ai controlli delle ASL, come nel caso di un turista positivo al Covid, che da Bologna si è recato a Firenze ed è stato immediatamente bloccato dalla Polizia. Il problema, per molti operatori sanitari, consiste nei test fai-da-te. Tali test non prevedono nessun controllo ed in caso di positività molte persone preferiscono non dichiare nulla nè alle ASL nè ai propri contatti.

Covid: i nuovi “furbetti” in fuga dalla quarantena. La soluzione

Molte ASL, come quella di Lecce e quella di Rimini, hanno dichiarato che al primo dubbio chiamano immediatamente le forze dell’ordine per riferire loro di questi “furbetti”. Solo in quel caso, intimoriti dalla divisa e dalle serie ripercussioni penali in cui possono incorrere, i fuggitivi decidono di collaborare. Non è sempre detto, però, che le forze dell’ordine riescano a prendere i “furbetti”, in quanto molti di loro sono solo dei turisti di passaggio.

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