Nuovo allarme Libia

Angela Mauro

C’è una questione che potrebbe planare all’ultimo momento sul tavolo dei leader europei riuniti per l’ultimo Consiglio dell’anno dopodomani a Bruxelles: la Libia. In particolare, il nuovo ‘Memorandum of understanding’ firmato dall’unico Governo libico riconosciuto a livello internazionale e legittimato dall’Onu, l’esecutivo di Fayez al Serraj a Tripoli, con una controparte a dir poco scomoda per tutta l’Europa: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Un accordo militare, che potrebbe cambiare completamente la situazione in Libia, certificare l’impotenza europea e anche la passività italiana.

La Turchia è pronta a inviare truppe sul terreno in Libia per respingere l’offensiva di Khalifa Haftar contro Tripoli, se lo dovesse chiedere il Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al Serraj: l’annuncio di Erdogan oggi è inequivocabile. “Se la Libia dovesse chiedere assistenza militare, la Turchia prenderà una decisione in merito in modo indipendente″, sottolinea il presidente turco, “non chiederemo il permesso a nessuno″.

Se davvero i soldati turchi dovessero entrare in Libia per contrastare l’avanzata del generale della Cirenaica, sostenuto da Francia, Egitto, Russia ed Emirati, la questione entrerà di diritto nell’ordine del giorno del Consiglio europeo di dicembre giovedì a Bruxelles, si apprende da fonti europee. La preoccupazione è massima. E insieme l’impotenza. Complicato per l’Ue alzare la voce con Erdogan, che comunque è colui che rende all’Unione il ‘favore’ di bloccare al confine il flusso dei migranti dai Balcani, in cambio dei finanziamenti europei. Complicato anche attaccare frontalmente al Serraj, anche se di fatto stavolta ha tradito Bruxelles per Ankara. Soprattutto: avrebbe voltato le spalle all’Italia, il paese che negli anni più ha investito nella legittimazione del governo di Tripoli e che evidentemente ultimamente si è dimostrato incapace di contenere Haftar.

Oggi la questione è...

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