Nuovo anno scolastico, ma è emergenza cattedre: oltre 120mila scoperte

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Con l’avvio del nuovo anno scolastico si è ripresentata anche l’anno questione delle cattedre scoperte, che quest’anno arriverebbero ad essere oltre 120mila. Secondo i dati infatti, soltanto poco più della metà delle cattedre di ruolo è stata assegnata, con oltre 25mila posti tutt’ora non ancora assegnati. Una situazione drammatica che andrebbe prevalentemente a danno delle regioni del Centro Nord, con circa 7mila cattedre scoperte nella sola Lombardia.

Anno scolastico, emergenza cattedre

Riportata dal Fatto Quotidiano, sulla questione si è espressa anche Manuela Pascarella del sindacato Flc-Cgil, secondo la quale l’attuale situazione si sarebbe creata a causa della mancata attuazione dei Percorsi Abilitanti Speciali da parte del governo precedente: “Non sono stati assegnati perché c’è carenza di graduatorie e di candidati collocati in posizione utile per poter accedere al ruolo. Questo è frutto dell’immobilismo del governo precedente che non ha varato il provvedimento che abbiamo sollecitato sui precari con i Pas e il concorso straordinario. Il grosso di questi 25mila posti non assegnati a ruolo si trova nella scuola secondaria di primo e secondo grado dove ci sono interi settori soprattutto nelle regioni del Centro Nord che sono completamente sguarnite: si pensi alle cattedre di lettere, matematica, lingua straniera alle scuole medie, tecnologia e scienze”.

Come spiega sempre la Pascarella la situazione diventa inoltre critica con gli insegnanti di sostegno, dove le assegnazioni per le immissioni in ruolo anno coperto appena il 10% dei posti disponibili: “Questi posti si copriranno con supplenti presi dalla terza fascia quindi non abilitati. Il ministro Lorenzo Fioramonti ha dichiarato che pensa ad un concorso per il 2020 ma è tardivo. Noi avevano un accordo firmato con Conte e Bussetti in base al quale si doveva avviare entro la fine dell’anno il concorso straordinario per la scuola superiore e i Pas per abilitare i docenti di terza fascia e parallelamente avviare il concorso ordinario. Ora sentiamo parlare del 2020: per espletare un concorso ci vuole almeno un anno e mezzo. Ciò significa che a settembre del prossimo anno ci troveremo in ginocchio come scuola”.

A rischio anche le presidenze

Non va meglio sul fronte delle dirigenze scolastiche. Secondo Mario Rusconi dell’Associazione Nazionale Presidi infatti: “Quest’anno abbiamo 1500 presidenze vuote. I posti a concorso erano circa 3mila, ne hanno messi in ruolo solo 2mila perché il Mef non ha autorizzato. Nel frattempo ci sono stati altri pensionamenti perciò le presidenze libere saranno 1500 in tutt’Italia. I vari governi che si sono succeduti non hanno risolto il problema”.