Nuovo appello per Radio Radicale: lasciate accesa la speranza

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Roma, 21 mag. (askanews) - Un nuovo appello, ai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato - Claudio Borghi e Carla Ruocco - perché diano parere favorevole sull'ammissibilità degli emendamenti per Radio Radicale e lascino accesa "la fiammella della speranza" di una proroga della convenzione, scaduta ieri. A lanciarlo, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, sono stati i vertici dell'emittente, il direttore Alessio Falconio, l'amministratore delegato di Radio Radicale Paolo Chiarelli, l'editore Maurizio Turco e, in collegamento telefonico dall'ospedale San Carlo di Nancy, Roberto Giachetti, deputato Pd da ieri ricoverato in conseguenza dello sciopero della fame e della sete avviato contro il mancato rinnovo.

Questa mattina - ha ricordato Falconio - gli emendamenti, presentati al decreto crescita da Lega e da tutti i gruppi di opposizione per chiedere la proroga per sei mesi, sono stati dichiarati inammissibili. "E' stato presentato un ricorso, entro le 19 sarà resa nota la decisione dei presidenti. A loro va tutto il nostro rispetto perché il loro è un compito importante. Abbiamo fiducia - ha aggiunto - nei confronti di chi farà questo vaglio. Quindi riteniamo tutt'altro che chiusa la partita su quello che Giachetti, rispetto al decreto crescita, ha definito l'ultimo treno per Radio radicale di continuare a svolgere un servizio che da 43 anni svolge nelle case degli italiani".

"Noi - ha spiegato - abbiamo al momento una disponibilità finanziaria per alcune settimane, pagheremo gli stipendi di maggio ma non possiamo pagare quelli di giugno. Anche ipotizzando che i dipendenti lavorino gratis, ci sono dei costi della rete che non sono derogabili".

Falconio ha ricordato quanto stabilito dall'Agcom per cui "Radio Radicale svolge un lavoro di interesse generale, sulla base di una gara che c'è stata nel '94 e che non si è più ripetuta non per colpa nostra. Noi diciamo che il servizio va rimesso al bando ma chiediamo una proroga nelle more".

In collegamento dall'ospedale, Roberto Giachetti - che non mangia e non beve da 5 giorni, ha spiegato che la sua "non è un'iniziativa in contrapposizione con nessuno, punta a una grandissima speranza e fiducia in tutti coloro che hanno la possibilità di assumere decisioni per garantire che Radio radicale venga salvata. Ora c'è questa piccola fiamma accesa dei ricorsi, che è la precondizione perché la settimana prossima ci possa essere un confronto parlamentare".

Giachetti ha annunciato che non intende interrompere il suo sciopero fino a quando non "sarà raggiunto l'obiettivo", anche se si augura una svolta dalle decisioni dei due presidenti.