Nuovo campus Bocconi, Beppe Sala: “Milano restituisce all’Italia intera”

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L’Università Bocconi cambia volto, grazie al nuovo campus inaugurato in via Sarfatti (nell’area dell’ex Centrale del Latte), sul progetto dello Studio SANAA di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa. Al taglio del nastro, nella mattinata di lunedì 25 dicembre, erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sindaco Beppe Sala, il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’ex premier Mario Monti e la senatrice a vita Liliana Segre.

Nuovo campus Bocconi: gli edifici

Una superficie di 35 mila metri quadrati, 17 mila dei quadri occupati dal verde; il tutto aperto al pubblico, con edifici che si caratterizzano per la trasparenza e la modernità dei materiali. “Abbiamo cercato di integrare l’università con il parco [Parco Ravizza a est e Parco Baravalle a ovest, ndr], utilizzando la forma architettonica della corte”, hanno spiegato gli architetti Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa.

Il pensionato offre posti letto per 300 studenti, la nuova sede della SdA Bocconi School of Management e un’area sportiva (formata da una zona fitness, campi da basket e pallavolo, un centro polifunzionale e una pista di atletica), quest’ultima aperta all’intera cittadinanza. Il tutto per 150 milioni di euro. Fondamentale, per la realizzazione del nuovo campus Bocconi, è stata l’attenzione all’ambiente, ha sottolineato il rettore Gianmario Verona. Sono state impiegate “numerose soluzioni innovative, che garantiscono l’autosufficienza energetica su base annua, l’assenza di emissioni nocive e pompe di calore e gruppi frigoriferi alimentati ad acqua prelevata e poi restituita al corso d’acqua del Ticinello”.

L’inaugurazione

“La Bocconi non è nostra. Appartiene a Milano, alla Lombardia, all’Italia e all’Europa”, ha dichiarato con orgoglio Mario Monti. Gli fa eco il sindaco Sala: “L’inaugurazione del nuovo campus è più di un taglio del nastro. È un segno di fiducia che Milano vuole restituire all’Italia intera”. Un verbo – restituire – la cui scelta appare non casuale e dettata dalla recente polemica tra il primo cittadino e il ministro Provenzano.