Nuovo Dpcm 3 dicembre, scintille a capigruppo Senato-Speranza

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Duro scontro al Senato nella riunione tra i capigruppo di maggioranza e i ministri Roberto Speranza e Federico D'Incà. Sul tavolo il nuovo Dpcm. E il cambiamento di mood nel governo, rispetto a una linea più morbida mostrata ieri dal premier Giuseppe Conte al tavolo con i presidenti dei gruppi. "C'è stato un irrigidimento forte, rispetto alle aperture di ieri si sono trovati davanti un muro e questo ha provocato malumori", riferiscono fonti parlamentari all'Adnkronos. Un malumore che si è esplicitato nella riunione con Speranza che sarebbe stata "molto tesa. Si sentivano urla e grida da fuori...".

Il punto è che la maggioranza non è d'accordo sulle misure per il Natale con la riproposizione di distanze tra aperturisti e rigoristi, le stesse che ci sono a livello di capidelegazione. Dunque, a fronte dell'irrigidimento del governo, si sarebbe scatenato il malumore sia in Italia Viva, che continua a chiedere l'apertura di alberghi, ristoranti a pranzo a Natale e Santo Stefano sia di una parte dei dem del Senato, meno rigida rispetto alla linea del rigore del Nazareno.

La riunione con Speranza, si riferisce, non avrebbe portato passi avanti. Il ministro avrebbe detto che si farà carico delle richieste avanzate al tavolo dei capigruppo ma avrebbe anche esplicitato la sua convinzione: restrizioni necessarie perché quello del Natale è l'ultimo miglio per evitare la terza ondata e arrivare al vaccino. Il tumulto nella maggioranza si è anche manifestato nella stesura della risoluzione sulle comunicazioni di Speranza stamattina in aula. Non ci sarebbe stato tempo di scrivere una mozione più articolata perché non c’era accordo su moltissime cose. Quindi la mediazione è stata trovata su una risoluzione che prendeva atto delle comunicazioni di Speranza in aula e firmata dai capigruppo della commissione sanità, non dai capigruppo politici.