Nuovo Dpcm, bozza: cosa cambia per la scuola

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"Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica (...) in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata". Si legge nella bozza del Dpcm.

"Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione".

"L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia - si legge ancora - continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina".

Regole più restrittive per le zone rosse. "Ferma la possibilità di svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia (...) e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza", si legge nella bozza del Dpcm. Anche in questo caso, "resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata".