Nuovo Dpcm, taxisti in piazza a Torino

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Taxisti in piazza questa mattina a Torino per portare all'attenzione dell'opinione pubblica la grave crisi che sta attraversando il settore. In particolare, i taxisti in una nota congiunta dei sindacati di categoria, ricordano che a fianco di commercio e ristorazione per i quali si sono annunciati sostegni urgenti a seguito dei disagi causati dalle misure contenute nell'ultimo Dpcm del governo, ci sono anche loro poiché "dipendono direttamente dall'apertura o meno di tali attività".

I taxisti, inoltre, ricordano che "da inizio crisi il servizio viene garantito 24 ore su 24 pur patendo la fame" e per questo chiedono che la categoria sia "ascoltata, tutelata e coinvolta nei tavoli concertativi". Inoltre, a causare il malcontento della categoria, spiegano i taxisti, anche i 1000 euro contenuti nel decreto agosto a favore dei locali storici e del trasporto pubblico non di linea per i minori introiti dovuti al calo di turismo straniero e non ancora ricevuti.

"La categoria dei tassisti è in forte sofferenza e con le nuove disposizioni di contenimento per l'emergenza Coronavirus inserite nell'ultimo Dpcm, i danni saranno irreversibili". È quanto comunicano i responsabili del settore taxi di Fit-Cisl Lazio, Federtaxi Cisal Lazio, Ugl taxi, Uritaxi Lazio, Usb taxi, Uti, ATI taxi, Or.s.a. taxi e Associazione Tutela Legale Taxi aggiungendo che "per questo motivo domani dalle 17 saremo in presidio autorizzato davanti il Ministero dell'Economia e delle Finanze, per manifestare contro la nostra probabile esclusione dalle misure di Ristoro economico destinate alla categorie maggiormente colpite dalla crisi".

"Riteniamo che fin dall'inizio della pandemia la categoria dei tassisti, in termini economici, di sicurezza e obbligo di servizio anche in assoluta assenza di domanda, abbia già pagato abbastanza. Gli autisti delle auto bianche - continua la nota - ancora sono in attesa di ricevere diverse mensilità relative alla cassa integrazione e continuano ad aspettare i vari aiuti annunciati e mai emanati, come ad esempio il bonus previsto dal Dl agosto (art. 59) e nonostante tutto questo continuano ad essere sotto pressione a causa delle varie tasse e dei pagamenti Inps. L'unica cosa certa è che questa categoria non può più permettersi di rimanere in fondo alla coda degli aiuti, perché - concludono i sindacati - è veramente diventato difficile sostenere anche i soli costi di gestione del servizio".