Progettato un filtro per rendere potabile l'acqua del mare. Potrebbe salvare milioni di persone

Quello di trasformare l’acqua del mare in acqua potabile è un sogno da tanto tempo. Avere la possibilità di sfruttare il grande bacino delle acque marine e oceaniche potrebbe risolvere molti problemi legati alla povertà e anche all’industria, in un mondo nel quale sono presenti sacche di scarsità in pericolosa diffusione.

Acqua del mare: in futuro sarà possibile filtrarla adeguatamente

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Il sogno potrebbe diventare possibile grazie a un pool di ricercatori dell’Università di Manchester, i quali hanno presentato uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature Nanotechnology. Sono state messe in campo le proprietà di una membrana in grafene, materiale costituito da un monostrato di atomi di carbonio, in grado di trattenere il sale e di restituire acqua potabile. Questo materiale è molto conosciuto a Manchester: permise a due fisici dell’ateneo di vincere il Nobel per la fisica nel 2010. Erano Andrej Gejm e Konstantin Novoselov, i quali costruirono dapprima un transistor – già nel 2004 – e poi esplorarono le altre proprietà del grafene.

La composizione esagonale del grafene

La desalinizzazione dell’acqua marina con questo materiale potrebbe risolvere i problemi di filtraggio che si sono presentati nei paesi in via di sviluppo. Di solito i guai sono dettati soprattutto da motivi economici. Rahul Nair, professore di ‘Material Physics’ all’Università di Manchester, ha spiegato che la possibilità di realizzare delle membrane uniformi di grafene con pori di dimensione atomica permette un filtraggio ottimale del sale comune. È la prima volta che un tale risultato viene conseguito; in passato i filtri riuscivano a intrappolare altre nanoparticelle e molecole organiche, ma non il sale.

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Secondo esperti dell’ONU, nel 2025 il 14% della popolazione mondiale potrebbe avere a che fare con scarsità di acqua potabile, per via soprattutto degli effetti del riscaldamento globale e della riduzione dei bacini lacustri e fluviali – nonché delle scarse politiche di sviluppo legate a corruzione e mancanza di piani. Il progetto, secondo Nair, è realistico; tuttavia andrà trovato un compromesso in termini di costi di produzione.

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