Nuovo focolaio alla Pisana: 31 casi positivi

Coronavirus focolaio san raffaele pisana

L’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma è diventato un focolaio da coronavirus dopo la scoperta di 31 casi positivi tra dipendenti, pazienti e familiari di questi ultimi. L’istituto è così stato chiuso con cordone sanitario diventando zona rossa per limitare al massimo la diffusione del contagio. Da venerdì 5 giugno 2020 a presidiare la clinica sono presenti uomini della Polizia di Stato e dell’Esercito che vietano l’accesso e l’uscita senza autorizzazione.

Focolaio di coronavirus al San Raffaele Pisana

Le diagnosi positive sono relative in particolare a 9 dipendenti, 2 familiari di operatori sanitari e 20 pazienti di cui 18 già trasferiti e 2 in trasferimento. Data la chiusura, la Asl Roma 3, territorialmente competente, ha disposto un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento.

Tutti i positivi accertati all’interno della struttura sarebbero asintomatici. Ora si sta già procedendo a rintracciare i contatti avuti dagli infetti nonché a contattare tutti i pazienti dimessi o trasferiti nelle ultime due settimane. In totale sono oltre 300 i test diagnostici effettuati nel centro di riabilitazione motoria, neuromotoria e cardiologica in pochi giorni sia sugli operatori sanitari che sugli ospiti. Per questo sono attive sei squadre sul posto che effettuano tamponi a tappeto. I dipendenti negativi al tampone che nelle proprie abitazioni non riuscirebbero a isolarsi, verranno invitati a stabilirsi presso strutture appositamente messe a disposizione.

Intanto si è al lavoro per cercare di capire da dove può essere scaturito il focolaio. Le ipotesi in campo al momento sono due: potrebbe essere partito da un operatore sanitario asintomatico o da un paziente proveniente da un altro ospedale e giunto al San Raffaele per la riabilitazione. “E’ in corso un’indagine epidemiologica per capire come sia stato diffuso il virus nonostante le misure di prevenzione e contenimento“, ha affermato Giuseppe Quintavalle, Commissario straordinario della Asl Roma 3. Si indaga poi anche sull’European Hospital, un nosocomio da cui provenivano diversi pazienti risultati poi positivi.