Nuovo look e modernità nelle case Ater della periferia di Roma

Red
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Roma, 25 mar. (askanews) - Le periferie romane guardano al futuro nel segno della modernità. E per questo il Piano quadriennale di interventi, che Ater Roma realizzerà per l'efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico del proprio patrimonio di edilizia residenziale pubblica, utilizzerà anche le agevolazioni fiscali al 110% previste dal Superbonus finanziato dallo Stato con il cosiddetto Decreto Rilancio. Il piano è stato presentato oggi dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, insieme all'assessore regionale alle Politiche abitative, Massimiliano Valeriani, presenti il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, il direttore Infrastrutture e P.A. di Cassa Depositi e Prestiti, Tommaso Sabato, e il direttore generale di Ater Roma, Andrea Napoletano. "Il superbonus è un'idea felice del governo Conte, pensata per riaccendere i motori dell'economia e noi siamo contenti di essere la prima grande istituzione pubblica che trasforma questa opportunità in concretezza" ha detto Zingaretti, nel presentare il programma. L'iniziativa per il governatore è "probabilmente il più grande investimento sulla riqualificazione e la rigenerazione urbana delle periferie della città, di Roma, degli ultimi 30-40 anni. Non ci fermeremo alla Capitale e andremo in tutte le province. Cambierà il volto delle periferie - ha tenuto a ribadire - non si tratta di opere di riqualificazione che prevedono servizi primari, dalle strade alle fogne, opere ovviamente importanti, cambieranno le case e i palazzi dove vivono le persone. Roma sarà più bella e la qualità della vita delle persone sarà migliore". Zingaretti ha poi voluto sottolineare che "avremo le case Ater più belle e più moderne d'Europa e non è uno slogan ma un atto conseguente a queste iniziative". Ater Roma, è stato ricordato oggi, è la seconda più grande azienda europea di edilizia residenziale pubblica con un patrimonio di 48mila alloggi e 3.600 locali commerciali per una popolazione interessata di circa 150 mila residenti e il Piano Ater 110% riguarderà circa 12 mila alloggi, pari a un quarto degli immobili totali. Da alcuni studi sugli effetti della riqualificazione energetica - è stato spiegato - si stima che l'impatto degli interventi sugli edifici Ater, oltre ad un risparmio annuo di circa 2,5 milioni di euro di spese di gestione, porterà sul fronte energetico anche a una riduzione annuale di circa 15 milioni di Kw/h consumate e la conseguente diminuzione di circa 3,5 milioni di kg di CO2 emessi. Infine si calcola un incremento del 30% del valore dell'immobile. Nella predisposizione del piano e per tutte le varie fasi successive, Ater Roma si avvarrà del supporto di consulenza procedurale, tecnica e amministrativa di Cassa Depositi e Prestiti, con la quale è stato sottoscritto un protocollo d'intesa nel novembre 2020. La prima fase del Piano Ater 110% è costituita dall'appalto - suddiviso in 6 lotti che ricomprendono l'intero patrimonio edilizio in tutti i quadranti della città, per l'affidamento delle progettazioni dei futuri interventi. Questi riguardano, tra l'altro, la progettazione di cappotti termici, di impianti fotovoltaici, la sostituzione di infissi, l'eventuale demolizione-ricostruzione dell'edificio, l'adeguamento e il miglioramento antisismico. L'investimento previsto per la fase di progettazione è di 39,7 milioni di euro ed oggi Invitalia S.p.A pubblica la gara d'appalto e l'avvio dei lavori è previsto entro gennaio 2022, mentre il valore complessivo degli interventi è stimato in oltre 300 milioni di euro.