Nuovo sbarco in Salento

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A poche ore dall'arrivo di 47 migranti intercettati ieri sera al largo di Santa Maria di Leuca, un nuovo sbarco è avvenuto nella notte a Otranto. Si tratta di 34 migranti curdo-iracheni, tra i quali anche donne e tre bambini tutti accompagnati. Intercettati al largo di Otranto dalla Guardia Costiera a bordo di un'imbarcazione a vela con motore sono stati fatti sbarcare nel porto della località salentina. Al vaglio delle forze dell'ordine le identità e nazionalità dei due presunti scafisti.  

"In mare da più giorni sono giunti disidratati, stremati e qualcuno in stato di ipotermia ma in discrete condizioni di salute - spiega la Croce Rossa locale - Visitati dai medici dell'Ufficio di Sanità Marittima, Aerea di Frontiera #Usmaf, sono soccorsi e rifocillati dai nostri volontari per poi essere trasferiti nei centri di accoglienza".  

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    L'acqua alta ha inondato la basilica di San Marco. È la sesta volta in 1200 anni

    Venezia di nuovo sott'acqua, ma stavolta con un livello di allarme più alto. La basilica di San Marco, infatti, è stata allagata con una marea alta 127 centimetri che ha invaso la parte iniziale della Basilica con 70 centimetri di acqua, andando ad intaccare le colonne dell'edificio e i marmi recentemente sostituiti e danneggiati dalla marea record del 2018.Una massa che è entrata fino a dentro il Nartece, l'atrio che si trova tra la facciata esterna e le navate: un evento raro questo, a dispetto invece della frequenza, peraltro in aumento, del fenomeno dell'acqua alta. Sei inondazioni in 1200 anniSecondo la Procuratoria di San Marco, l'allagamento di oggi della Basilica ha solo 5 precedenti in tutta la sua storia, iniziata nel IX secolo con il doge Giustiniano Partecipazio che la eresse per custodire le spoglie di San Marco evangelista.Sono 6 volte dunque in 1.200 anni. Ma il dato allarmante è che 3 di queste si sono verificate negli ultimi 20 anni, l'ultima il 30 ottobre 2018, quando l'acqua invase alcune decine di metri quadri del millenario pavimento a mosaico marmoreo, di fronte all'altare della Madonna Nicopeia, e soprattutto inondò completamente il battistero e la cappella Zen arrivando ben 90 centimetri sopra il pavimento mosaicato del Nartece e bagnando i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. Sgarbi: "La situazione è grave"Il progetto del Mose, però, ancora una volta, divide esperti e intellettuali. Secondo il critico d'arte Vittorio Sgarbi, nel 2010 già sovrintendente per il patrimonio storico e artistico proprio a Venezia, "la situazione è grave. La basilica di San Marco è molto ferita" ha detto all'AGI, e "di anno in anno c'è un logoramento sempre più sensibile. E nonostante io tenda in genere a non fare allarmismo, stavolta dico che un rischio reale c'è. L'allarme stavolta è giusto".E la soluzione, secondo Sgarbi, è rappresentata proprio dal Mose: "Io ho sempre pensato che il Mose fosse la soluzione, ed è scandaloso che ancora non sia stato completato. Il 2021 ci sarà la fine dei lavori? E' una data di garanzia, anche se si doveva accelerare sul Mose, trovo incredibile che non si sia accelerato. E' un ritardo molto grave". Calimani: "Sbagliato tutto l'approccio"Di parere nettamente opposto Riccardo Calimani, scrittore e storico veneziano autore, tra le numerose opere, di un'ampia 'Storia della Repubblica di Venezia': "Il vero problema - spiega all'AGI- è se il Mose funzionerà, ma la mia impressione e' che si sia sbagliato del tutto approccio". I progettisti della faraonica opera che dovrebbe limitare l'impatto delle maree su Venezia, secondo lo storico, non hanno appreso la lezione del passato. Durante la Serenissima - racconta - si facevano interventi graduali e reversibili, si faceva e si disfaceva, per essere pronti a fronteggiare le emergenze senza alterare l'equilibrio della laguna. Il Mose è tutto il contrario, è stata una mangiatoia, sono stati fatti errori enormi" accusa. Cacciari: "La responsabilità è di tutti i governi"Critico anche l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. L'allagamento della Basilica? "Nulla di nuovo - dice all'AGI - tutto questo si conosceva quando si e' deciso di buttare via i soldi con il Mose. Esisteva un progetto importante di rialzo di piazza San Marco e di contenimento delle acque per preservare la Basilica da questo fenomeno. Era possibile farlo ma poi tutti i soldi per la manutenzione della citta' sono stati spesi per il Mose e ora chi è causa del suo mal pianga se stesso".E ancora, rincara la dose: "La questione era stata affrontata, c'era già un progetto di massima con cui ci si trovava anche d'accordo" ha precisato. In merito poi alle responsabilità di chi ha bloccato questi progetti per puntare alla realizzazione del Mose che, va ricordato, anche una volta completato e reso operativo comunque non salverebbe piazza San Marco dal fenomeno dell'acqua alta, ha aggiunto il filosofo: "La responsabilità è di tutti i governi che si sono succeduti: della Lega, di Forza Italia e di tutti quelli che hanno sostenuto questa strada. Forse gli unici innocenti sono il sottoscritto e i suoi collaboratori che fino all'ultimo si sono opposti al Mose"​.

  • La casa chic ed elegante di Vanessa Incontrada: le foto
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    La splendida casa di Vanessa Incontrada a Follonica, in Toscana: le foto della showgirl catalana che la ritraggono felice e serena

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    Giulia De Lellis e Belen Rodriguez: è guerra tra le due?

    Giulia De Lellis e e Belen Rodriguez sono in guerra? I beninformati sostengono che sia così e presentano la testimonianza "choc"

  • Saviano a Meloni e Salvini: “Odio verso Segre è responsabilità vostra”
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    Saviano a Meloni e Salvini: “Odio verso Segre è responsabilità vostra”

    Con un post su Twitter, Saviano affonda una dura critica a Salvini e Meloni additando a loro la responsabilità di tutto questo odio.

  • Bortuzzo: "Ho conosciuto l'abisso della disperazione, ma ora ne sono fuori"
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    Bortuzzo: "Ho conosciuto l'abisso della disperazione, ma ora ne sono fuori"

    "Ho imparato quanto vale la pena piangere, soffrire, sacrificarsi, pur di raggiungere un risultato a cui teniamo, perché la soddisfazione ripaga di tutta la fatica. Ho conosciuto l'abisso della disperazione, e ne sono venuto fuori, ora posso dirlo, sulle mie gambe. L'unica strada che conosco per rinascere".Sono le parole che il triestino Manuel Bortuzzo, - intervistato dal vicedirettore de Il Piccolo Alberto Bollis - ha rivolto ad un folta platea al Teatro Rossetti, parlando del suo dramma che lo ha colpito a soli 19 anni e che gli ha sconvolto la vita, lui che era già una promessa del nuoto italiano. "Sto facendo un percorso faticoso \- queste le sue parole in merito al suo recupero -. Faccio molta fisioterapia, ma lo sport mi ha insegnato che chi si arrende ha perso in partenza e io farò tutto quello che è nelle mie possibilità per poter tornare a camminare".Ad accompagnarlo un sorriso degno della sua giovane età, nonostante l'assurdità di quello che gli è capitato . "E' una grande emozione essere qui a Trieste e vedere quanta gente in questi mesi si è stretta attorno a me mi dà grande forza per il futuro".Una serata in piena sintonia con il suo spirito, sempre solare, spaziando con Alberto Bollis fra il passato, i ricordi di quand'era piccolo e tornava a Trieste a trovare i suoi nonni e il futuro.Che significa anche l'improvvisa notorietà, il film sulla sua vita che sta girando a Roma assieme a Raoul Bova e il libro da poco uscito nelle librerie "Rinascere, l'anno in cui ho ricominciato a vincere", nel quale Bortuzzo ripercorre tutto ciò che gli e' accaduto negli ultimi nove mesi. Manuel non ha dimenticato di citare la sua triestinità, assorbita però solamente dai parenti rimasti in città. L'ultimo pensiero l'ha riservato a chi lo ha ridotto in sedia a rotelle. "Qualsiasi decisione presa dai giudici, non mi ridarà la possibilità di riutilizzare le gambe. Perciò \- ha concluso - guardo avanti e penso solo a guarire".

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    Avete visto la mamma di Elisabetta Canalis? Le foto

    Elisabetta Canalis è molto legata alla sua amata mamma, che spesso la va a trovare in California: le foto della donna che le somiglia moltissimo

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    Flavio Cattaneo, il manager che ha sposato in segreto Sabrina Ferilli

    Flavio Cattaneo è uno tra i più importanti manager italiani: nel 2018 è stato nominato vice presidente esecutivo della compagnia Italo.

  • Omicidio Desiree Piovanelli, cartelli con insulti al padre
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    Omicidio Desiree Piovanelli, cartelli con insulti al padre

    Il papà della 14enne uccisa nel 2002 nel Bresciano aveva fatto aprire unʼinchiesta bis sulla morte della figlia sostenendo che dietro all'omicidio ci fosse un giro di pedofilia e un mandante ancora libero

  • In Francia c'è stata una forte scossa di terremoto, la più forte degli ultimi 16 anni
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    In Francia c'è stata una forte scossa di terremoto, la più forte degli ultimi 16 anni

    Quattro persone sono rimaste ferite, una in modo grave, nel più forte terremoto degli ultimi 16 anni in Francia. La scossa di 5,4 gradi della scala Richter è stata registrata poco prima di mezzogiorno vicino a Montèlimar, nella Drome (a sud di Lione), causando i danni più ingenti nella vicina città di Teil nel dipartimento dell'Ardeche. Come conseguenza del sisma, i reattori della centrale nucleare di Cruas rimarranno spenti "nelle prossime ore" per un "controllo approfondito", ha reso noto il prefetto della Drome, Hugues Moutouh, anche se "nessun danno agli edifici è stato rilevato e le strutture funzionano normalmente".Il sisma aveva l'epicentro nell'Ardèche, "26 km a sud-est di Privas", ha riferito in una nota l'Ufficio sismologico centrale francese (Bcsf) di Strasburgo. La città più colpita è Montèlimar dove una persona è rimasta gravemente ferita nella caduta di un'impalcatura. Nel dipartimento, altre tre persone hanno riportate leggere ferite a seguito "di un attacco di panico".A destare la maggiore preoccupazione è però il sito nucleare. Secondo il collettivo antinucleare di Vaucluse, l'epicentro si trova "a meno di 20 chilometri dalla centrale nucleare dove è stato avvertito il sisma nella sala macchine dei reattori, e 30 chilometri dal sito atomico di Tricastin". Il gruppo sottolinea che il sito di Tricastin "situato su una faglia sismica attiva e sotto il canale Donzère-Mondragon" è "il sito nucleare più pericoloso in Europa e si estende su oltre 615 ettari", e chiedono quindi che venga fermano immediatamente. L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha assicurato che il terremoto non ha causato "nessun danno apparente" ai siti e che avrebbe esaminato "le condizioni alle quali i reattori possono essere riavviati".Una portavoce ha spiegato che lo spegnimento dei reattori potrebbe durare "alcuni giorni", a seconda di cosa verrà fuori dai sopralluoghi. D'altra parte, la centrale nucleare di Tricastin, più lontana dall'epicentro del terremoto, non verrà arrestata, poichè non è stata misurata alcuna soglia di avviso, ha aggiunto l'Asn. Il sisma è stato avvertito fino a Saint-Etienne, Grenoble, Lione e persino nel sud della Francia, ma è stato a Teil, una località al confine con Montèlimar con oltre 8.500 abitanti, a subire i danni materiali maggiori. Secondo il sindaco della città, Olivier Peverelli, che afferma di aver "temuto per la propria vita", due campanili "stanno per cadere" e l'ultimo piano del municipio è inaccessibile perchè "i soffitti sono venuti giù".Ha aperto tre palestre per 400-500 persone che, secondo lui, non dovrebbero passare la notte in casa. Isabelle Massebeuf, consigliera regionale, ha raccontato che l'edificio del liceo Xavier Mallet (circa mille studenti) è stato danneggiato: "le travi si sono spostate e i servizi regionali andranno in loco domani (martedì) con gli ingegneri per fare un sopralluogo". Secondo i dati Bcsf, nessun terremoto così forte è stato registrato nella Francia continentale dal 2003. Nel 2011 era stata rilevata una scossa di magnitudo 5,5 ma il suo epicentro era in mare, a 100 chilometri da Ajaccio.

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    A23 Udine-Tarvisio: riaperto tratto dopo incendio mezzo pesante

    Tra Udine nord e Gemona-Osoppo in entrambe le direzioni

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    Cancro Colon retto, allarme esperti: prevenzione non può aspettare

    Nei Paesi occidentali è il secondo tumore maligno per incidenza

  • "Via la Gioconda dal Louvre". La provocazione del New York Times
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    "Via la Gioconda dal Louvre". La provocazione del New York Times

    È giunta l'ora di staccare la Gioconda dalle pareti del Louvre. A dare il suggerimento provocatorio è stato il critico d'arte del New York Times, Jason Farago. Ogni giorno a mettersi in fila per vedere il dipinto più famoso del mondo sono 30 mila visitatori, eppure quello che può essere considerato un successo numerico rappresenta, secondo Farago, un danno per il Louvre, "ostaggio" da decenni del ritratto firmato dal genio del Rinascimento.Occorre togliere la Gioconda, suggerisce, perché le frotte di turisti, desiderose solo di vedere il quadro più famoso del mondo, si accalcano nelle sale e nei corridoi che contengono scrigni di tesori, senza guardare nulla e ignorando veri capolavori. "È pericoloso in termini di sicurezza, costituisce un ostacolo educativo e non viene nemmeno considerata una esperienza soddisfacente tra quelle inserite nell'elenco delle cose da fare" argomenta il critico d'arte del quotidiano statunitense.Secondo lui, il ritratto di Lisa di Antonmaria Gherardini, meglio nota come Monna Lisa, "carino ma moderatamente interessante", sta oscurando la più importante collezione d'arte di tutta Europa, quella ospitata dal Louvre, già di per sè un capolavoro architettonico.Nel 2018 il museo parigino è stato visitato da 10 milioni di persone, per i tre quarti turisti stranieri, 25% in più rispetto all'anno precedente, il triplo dell'affluenza del Museo d'Orsay e del Centro Pompidou.Anche nel contesto della mostra storica che il Louvre sta dedicando a Leonardo, nel 500esimo anniversario della morte del genio toscano, la direzione del museo ha deciso di lasciare la Gioconda al suo solito posto per non creare scompiglio, ma per Farago "è un vero fiasco".A patire della sua presenza ingombrante sono anche mostre eccellenti in location pregiate come il Grand Palais o la Fondazione Louis Vuitton, che agli occhi dei turisti vengono relegate al secondo posto. Perché ad avere il primato è sempre lei, la Monna Lisa, unico obiettivo dell'80% dei visitatori del Louvre, che in netta maggioranza rimangono delusi dalla visione della tela. Un'indagine realizzata in Gran Bretagna l'ha persino eletta "attrazione più deludente al mondo", superando il Checkpoint Charlie, la scalinata di Piazza di Spagna e il Manneken Pis a Bruxelles."Famosa nel XX secolo, in un'epoca del turismo di massa e di narcisismo digitale è diventata un buco nero dell'anti-arte che ha trasformato il museo dentro e fuori" continua il rinomato critico d'arte. La scorsa estate parigina, segnata da temperature record, lo spostamento dell'iconico dipinto di Leonardo per rinnovare la sala degli Stati, nell'ala Denon che lo ospita, ha creato scompiglio tra i visitatori, provocando un tale caos che il "museo soffocante" ha dovuto chiudere le porte per diversi giorni.Ricollocata nell'ala Richelieu, il piccolo quadro "ha ridotto la collezione fiamminga ad una semplice carta da parati in un recinto per bestiame, nel quale guardie visibilmente irritate cacciavano predatori di selfie sudaticci in fila da mezz'ora" ironizza Farago. E le cose non vanno meglio ora che è tornata al suo posto. Per vederla nella sala rinnovata, dietro il vetro anti-riflessi, i visitatori devono mettersi in fila a mo' di serpente, la possono osservare per meno di un minuto e sono comunque troppo distanti per riuscire a farsi un buon selfie.Nel frattempo le gallerie d'arte islamica sono semi vuote e persino la Venere di Milo, la seconda opera più famosa al mondo, si fa ammirare da poche decine di persone. "Tutto questo per un dipinto che non è certamente il più importante di Leonardo, in una sala che ospita i capolavori veneziani di Tiziano e del Veronese. Tant'è che gli stessi curatori hanno affisso un cartello che indica 'La Monna Lisa è circondata da altri capolavori, guardatevi intorni" fa notare il critico d'arte del New York Times."E se i curatori pensano di far nascere una futura generazione di appassionati d'arte, stanno facendo proprio il contrario. La gente viene per obbligo e se ne va scoraggiata", valuta l'esperto d'arte. Ora per evitare che la Monna Lisa mania porti il Louvre al tracollo, il suo direttore Jean-Luc Martinez e i curatori stanno ideando altre modalità di visita con biglietti a tempo e ulteriori ingressi. "Ma per il Louvre è giunta l'ora di riconoscere la sua sconfitta. E per la Monna Lisa è giunta l'ora di andarsene", propone Farago. Ha bisogno di uno spazio tutto suo, forse alle Tuileries, logisticamente adatto alle folle, collegato al museo attraverso la galleria sotterranea del Carrousel, vendendo un biglietto unico per i due spazi, e magari allestendo attorno alla Monna Lisa un intero percorso didattico dedicato. "Il successo è assicurato".

  • Alfa Romeo 4C, la produzione continua a Modena, ma non per l’Europa
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    Alfa Romeo 4C, la produzione continua a Modena, ma non per l’Europa

    La Coupé e la Spider saranno assemblate dalla Maserati almeno fino al 2020 inoltrato

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    Chi è Anne Hathaway: curiosità e vita privata dell’attrice

    Chi è Anne Hathaway? Tutte le curiosità sull'attrice: dalla carriera alla vita privata.

  • Sanchez e Iglesias costretti alle nozze, ma per governare non basta
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    Sanchez e Iglesias costretti alle nozze, ma per governare non basta

    Non ce l'avevano fatta in sei mesi e ci sono riusciti in sei ore, ancora frastornati dalle elezioni di domenica che li hanno penalizzati entrambi. Il socialista Pedro Sanchez e il leader di Podemos, Pablo Iglesias, hanno raggiunto uno "storico accordo" per governare la Spagna. Ma non sarà sufficiente: mancano ancora 21 voti per la maggioranza assoluta del Parlamento.L'intesa preliminare è stata firmata al Congresso suggellando l'alleanza con strette di mani e abbracci, lasciandosi alle spalle le divergenze che nei mesi scorsi li avevano portati a preferire le urne all'alleanza. Iglesias si dice "lieto di formare un governo di coalizione progressista che coniuga l'esperienza del Psoe con il coraggio di Podemos. Questo è il miglior antidoto contro l'estrema destra". "Come ha dimostrato la notte delle elezioni - ha aggiunto - quella era un'opportunità storica ad aprile è diventata una necessità storica". Una necessità contro l'avanzata di VoxLe nozze tra Psoe e Podemos sono una necessità dettata dall'avanzata dell'estrema destra di Vox che non solo ha prosciugato i voti della formazione centrista di Ciudadanos, ma ha raddoppiato il proprio consenso, passando da 24 a 52 seggi. Intanto l'opposizione chiede il conto: gli spagnoli hanno già votato quattro volte negli ultimi quattro anni e solo le ultime elezioni sono costate alle casse dello Stato 136 milioni di euro. Mancano i votiSeppur sigillato da un punto di vista simbolico-emotivo, da un abbraccio tra Pedro Sanchez e Pablo Iglesias, l'accordo tra Psoe e Podemos non basta, da solo, a garantire i voti per la formazione di un governo in Spagna. Una coalizione di questi due soli partiti può contare su 155 seggi su 350.Obiettivo di Sanchez è il coinvolgimento del Partito nazionalista basco, che conta 7 deputati, e di Mas Pais-Compromis (3 deputati) che ha già manifestato il proprio interesse a far parte di un "Governo di coalizione progressista".Nei piani del premier socialista uscente vi sono poi altri tre voti, espressi, rispettivamente dal deputato del Bloque Nacionalista Galego, da quello del Partido Regionalista de Cantabria e, infine, dal parlamentare di Teruel Existe. In tutto si si tratta di 168 deputati, quando la maggioranza assoluta richiesta affinché il governo prenda vita è 176, ma è nella la seconda votazione che le astensioni potrebbero dare il via all'investitura dell'esecutivo Sanchez-Iglesias.Entrerebbero in gioco quelle della sinistra catalana e di quella basca, con i 13 parlamentari di Esquerra Republicana de Catalunya e i cinque rappresentanti di di Euskal Herria Bildu. La loro astensione si renderebbe necessaria anche se, scrive El Pais, Ciudadanos decidesse di astenersi.