Nuovo statuto Pd: antifascista, moderno e online. Domani il voto

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Bologna, 16 nov. (askanews) - Un partito chiaramente "antifascista", che amplia le opportunità di "partecipazione" alle vita associativa, privilegia chi si muove nel mondo "virtuale" attraverso piattaforme online rinnovate. Sono i nodi sui quali il Partito democratico è pronto a rinnovarsi, a partire dal proprio statuto che verrà modificato domenica dall'assemblea nazionale convocata a Bologna. Un'assemblea che potrà discutere delle proposte avanzate dalla commissione, ma alla fine dovrà trovare una quadra, avendo avuto a disposizione due mesi dall'avvio dei lavori per la modifica dello statuto.

Il percorso - come ci tiene a sottolineare Stefano Vaccari, della segreteria nazionale, a margine della convention "Tutta un'altra storia" a Bologna - è iniziato l'8 settembre alla festa nazionale de l'Unità a Ravenna, alla presenza di 250 segretari di circoli. Da quel giorno si sono svolte 13 assemblee regionali e 70 tra assemblee provinciali e tematiche. "Si è discusso con gran parte del corpo del partito e dei dirigenti - ha spiegato Vaccari - e se qualcuno voleva avanzare proposte o modifiche ha avuto modo di farlo". Domani comunque si potranno presentare emendamenti raccogliendo almeno 50 firme dalle 14,30 alle 15,30. Ai membri dell'assemblea sono stati anticipate le proposte di modifica venerdì pomeriggio per e-mail.

La prima modifica riguarda l'articolo 1 dello statuto, dove viene evidenziato che il Pd "è antifascista". Poi si passa alla partecipazione che verrà promossa attraverso un "sito e un'app" dove "gli elettori e gli iscritti - continua Vaccari - possono trovare quello che dice il Pd e possono dire la loro". Questa sarà "l'unica forma attraverso la quale si potrà partecipare alle primarie", mettendo in questo modo una volta per tutte in cantina "l'albo degli elettori", una modalità che non ha mai riscosso tanto successo e soprattutto non è stata adottata in maniera uniforme nel paese.

Nel nuovo statuto è previsto il "riconoscimento dell'assemblea nazionale degli amministratori", con un coordinamento e un coordinatore che dovrà essere scelto dalla segretaria nazionale: cinque di loro, oltre al coordinatore, potranno sedere in direzione. Col nuovo testo cade anche l'automatismo per cui il segretario del Pd è anche candidato premier. "Introduciamo novità rispetto ai circoli tematici che dovranno fare riferimento ai circoli territoriali - ha concluso Vaccari -. Inoltre con le risorse del 2 per 1.000 il tesoriere avrà l'obbligo di proporre un piano di ripartizione".