Nuovo stop, i Paesi Baltici vietano l’ingresso ai turisti provenienti dalla Russia

Dai Paesi Baltici arriva un accordo che peserà su Mosca. Dopo la riunione di coordinamento a Kaunas, i ministri degli esteri di Lituania, Lettonia ed Estonia hanno deciso di bloccare i visti d’ingresso per i cittadini in arrivo dalla Russia. Ingressi che, approfittando di un visto Schengen, consentivano di aggirare il blocco ai voli inserito nelle sanzioni europee.

"Le decisioni nazionali sono efficaci quando sono coordinate e armonizzate, ha sottolineato il ministro lituano Gabrielius Landsbergis. In altre parole, applicheremo le stesse regole in tutti gli Stati in modo che una persona che ha cercato di entrare in un Paese ma gli è stato rifiutato l’ingresso, non potrà attraversare il confine con la propria auto.”

Un metodo usato da molti finora con successo tanto che i paesi confinanti con la Russia hanno segnalato un'ondata di arrivi ai valichi di frontiera. Una vera invasione ha sottolineato il ministro degli esteri danese Jeppe Kofod: "E’ una provocazione vedere turisti russi affollare le spiagge d'Europa o i locali delle capitali europee. Tutto questo mentre Mosca bombarda le città ucraine uccidendo civili e commettendo crimini di guerra".

“Nelle ultime settimane e mesi, i passaggi di frontiera da parte di cittadini russi in possesso di un visto Schengen sono aumentati drasticamente. Questo sta diventando un problema di sicurezza pubblica, ma anche una questione di natura morale e politica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri lettone Edgars Rinkevics. “Visitare l’Europa è un privilegio, non un diritto umano – aveva scritto un mese fa la prima ministra dell’Estonia Kaja Kallas.

Il divieto verrà applicato anche ai cittadini della Bielorussia e sarà in vigore entro la metà di settembre dopo l’approvazione formale dei tre governi. Saranno fatte eccezioni per motivi umanitari e familiari, autisti di camion e diplomatici.