Nutriscore, etichetta non basta: serve piramide alimentare

Red/Apa

Roma, 28 gen. (askanews) - Il Nutri-Score non piace a tutti e in Italia è diventato una vera e propria questione di stato. Il sistema di etichettatura francese che dovrebbe aiutare le persone a compiere scelte alimentari più salutari non è stato affatto digerito nel Belpaese. Tra le motivazioni ci sarebbe un'ingiusta penalizzazione di alcuni prodotti italiani, a cominciare dall'olio di oliva, che secondo i criteri del Nutri-Score sarebbe declassato al pari di altri oli vegetali, senza troppa enfasi sulle sostanziali differenze tra i vari tipi di olio.

Posto sul lato frontale della confezione di un prodotto, il sistema indica i singoli valori nutrizionali con una scala di cinque colori che vanno dal rosso al verde e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell'alfabeto, A-B-C-D-E. Giudicato uno strumento semplice, intuitivo e comprensibile da alcuni ricercatori italiani, Nutri-Score viene visto con riserva da altri.

"La proposta di aiutare le persone a compiere scelte alimentari più salutari è sicuramente da condividere. Tuttavia, il sistema proposto rischia di essere troppo semplicistico e di veicolare solo parzialmente il messaggio volto a migliorare le scelte a tavola - commentano i ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli, autori di numerosi studi sulla dieta Mediterranea, nell'ambito del progetto Moli-sani - Se c'è un difetto di questo sistema di etichettatura è quello di isolare il singolo prodotto dall'alimentazione globale di un individuo".(Segue)