NY, riforma della polizia: il chokehold reato punibile con la reclusione

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Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha firmato un pacchetto di riforme della polizia tra cui il divieto per gli agenti di immobilizzare le persone che vengono fermate stringendo il collo. Pratica, quest’ultima, che ha provocato la morte di George Floyd.

Riforma della polizia

Andrew Cuomo ha firmato un pacchetto di riforme della polizia nonostante la dura opposizione dei sindacati delle forze dell’ordine. In seguito alla morte di George Floyd e le conseguenti proteste in tutti gli Stati Uniti, quindi, gli agenti dovranno tener conto del loro modo di operare. In particolare il pacchetto firmato dal governatore dello stato di New York prevede che il “chokehold”, ovvero la stretta al collo, già vietata, sia considerato un reato penale punibile con una condanna fino a 15 anni di prigione. Prevista anche l’abolizione della segretezza sui precedenti disciplinari degli esponenti delle forze dell’ordine. Inoltre, tutti gli agenti di polizia dovranno indossare la body-cam e riportare entro sei ore episodi in cui dopo aver sparato possano aver ferito qualcuno.

Secondo Cuomo “La verità è che queste riforme della polizia erano dovute da tempo e l’omicidio di Floyd è solo l’omicidio più recente”. Dal suo canto Donald Trump, nel corso di un’intervista rilasciata a Fox ha affermato di essere “in generale” favorevole al divieto del chokehold, anche se in alcuni casi potrebbe essere utile in presenza di gente “molto cattiva”.

A proposito del chokehold, Seth Stoughton, professore di diritto presso l’Università della Carolina del Sud e coautore di Evaluating Uses of Force of Force, nel corso di un’intervista alla CNN ha spiegato che “a seconda del modo in cui viene posizionata la testa di qualcuno e del peso della persona che esercita una pressione sul collo, la manovra può causare danni significativi”.