##A NY si celebra eredità italiana. Colombo divide italoamericani

A24/Spa

New York, 6 ott. (askanews) - A New York City sono entrate nel vivo le celebrazioni legate all'eredità italiana nella città. Non senza divisioni. Sono molte le persone e le organizzazioni di italoamericani che ieri sera hanno boicottato l'evento organizzato alla Gracie Mansion, la villa sull'East River in cui vive il sindaco di turno, e che ogni anno segna l'inizio delle feste che dal 1970 culminano il secondo lunedì di ottobre con la parata che coincide con il Columbus Day. E' proprio l'esploratore Cristoforo Colombo la causa di quelle divisioni. Il sindaco di origini italiane Bill de Blasio non ha mai apertamente difeso le statue del personaggio storico, diventato controverso nell'America di Donald Trump. Per gli italoamericani è simbolo delle loro origini, per alcuni addirittura un eroe. Per altri il genovese è visto come un conquistatore che ha iniziato a schiavizzare e uccidere i nativi del Nordamerica.

Dopo le violenze esplose il 12 agosto scorso a Charlottesville, la città della Virginia dove suprematisti bianchi si erano riuniti per protestare contro la rimozione di una statua di un leader sudista, le statue di Cristoforo Colombo sono diventate improvvisamente un tema scottante.

La sua reputazione controversa non è mai stata un segreto: il famoso storico Howard Zinn, nel suo "A people's history of the United States", ha fornito un resoconto dettagliato dell'arrivo dell'esploratore nelle Americhe il 12 ottobre 1492, del suo incontro con gli indiani Arawak, della costruzione (sotto la sua supervisione) della prima base militare europea nell'emisfero occidentale e di quello che Zinn ha definito i suoi due principali obiettivi: "schiavi e oro".

Eppure la crescente popolarità in Usa di nazionalisti bianchi e di espressioni d'odio, anche Colombo è finito nel calderone delle polemiche. E diverse città tra cui Los Angeles (California) hanno deciso di cancellare il Columbus Day dal calendario delle festività cittadine; nella città della California, il secondo lunedì di ottobre d'ora in poi sarà dedicato a commemorare "le popolazioni indigene, aborigene e native, vittime del genocidio". A New York City si teme che si possa arrivare a tanto. E, nel breve termine, che le statue dell'esploratore - recentemente vandalizzate - vengano rimosse. Perché dopo i fatti di Charlottesville, de Blasio ha istituito una commissione (che si riunirà martedì prossimo) per decidere il destino di monumenti controversi. (Segue)

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