"O Conte si dimette o viene in Parlamento a chiedere la fiducia". La destra non fa sconti

Federica Fantozzi
·Giornalista
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(Photo: SOPA Images via Getty Images)
(Photo: SOPA Images via Getty Images)

“Non si può fare la crisi in televisione. Bisogna parlamentarizzarla, fare chiarezza. O Conte si dimette o si presenta domani in Parlamento per chiedere la fiducia” tuona Matteo Salvini durante il vertice del centrodestra. Che non stappa (ancora) lo champagne, come si duole il Pd, ma si gode lo spettacolo “con i popcorn”, come ammette Gaetano Quagliariello. Appena Matteo Renzi apre la crisi, sconfessando le voci di accordo in extremis nella maggioranza, l’opposizione si riunisce negli uffici leghisti di Montecitorio: con l’ex vicepremier ci sono Giorgia Meloni, Antonio Tajani e i “piccoli, Giovanni Toti (leader di “Cambiamo”), l’Udc Lorenzo Cesa, Maurizio Lupi di “Noi con l’Italia”.

Vogliono “mostrare compattezza di fronte a un centrosinistra litigioso”. E stanare Conte e i giallorossi. Domani a Montecitorio i capigruppo del centrodestra porteranno al presidente Roberto Fico la richiesta di avere subito il premier in aula. Per un voto, non una semplice informativa. In caso contrario, comincerà l’ostruzionismo duro. Domani alle 14 è convocato un nuovo vertice per aggiornarsi. Punti fermi: appello al Quirinale e niente sostegno a governi giallorossi. Sul “dopo” però cominciano i distinguo: “E’ l’ora dei responsabili – ha dichiarato Toti – Difficile votare con la pandemia”.

Proprio per sottolineare l’unità della strategia, e dissipare i sospetti sui “cespugli”, esce un lungo comunicato congiunto: “Bisogna fare presto, l’Italia non può aspettare liti e giochini, il centrodestra chiede che Conte prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o si presenti in Parlamento. Se non ci sarà la fiducia, la via maestra restano le elezioni”. Prima chiosa: “Ci affidiamo alla saggezza di Mattarella”. Seconda chiosa: “Indispon...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.