’O Zulù (99 Posse): "Avevo scelto l’autodistruzione con la droga. Ero arrivato a 130 chili"

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- (Photo: getty - ansa)
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Trent’anni di carriera da festeggiare e tante novità per il 2021. I 99 Posse si raccontano al Corriere della Sera attraverso la voce del leader ’O Zulù, all’anagrafe Luca Persico. Il gruppo musicale, formatosi nel 1991, è in uscita col nuovo brano Comanda la gang e racconta gli esordi: “La nostra rivoluzione è accaduta tra l’89 e il 95, con gli sconquassi che ha comportato la caduta del muro”.

Alla domanda “qualcuno ha raccolto la vostra eredità?”, il leader dei 99 Posse replica:

“Nel mainstream non credo, ma quel che abbiamo costruito è più vivo che mai”.

“Sono molto soddisfatto del cinquantenne che sono. Quando avevo 20 anni arrivare ai 50 mi pareva fantascienza”, racconta Luca Persico che nell’ultima fase della sua vita ha vissuto grandi cambiamenti:

“Cinque o sei anni fa pesavo 130 chili, ne ho persi più di 40. Mi alimento con più saggezza, faccio un po’ di corsa quando posso. Ho messo in ordine un po’ di cose per avere uno stile di vita migliore [...]

E sul capitolo dipendenze:

″È una cosa passata, tanto che ho smesso di contare gli anni. Mia moglie Stefania è stata il motore. Io non ci ero cascato: avevo scelto l’autodistruzione e l’avevo scelta anche con una certa lucidità. Lei mi ha dato il bisogno di scegliere l’opposto”.

A chi chiede se l’esperienza personale abbia cambiato il suo approccio anti-proibizionista, ’O Zulù risponde:

“No, anzi si è rafforzato. Non ho mai detto che quello delle droghe sia un finto problema, ma il proibizionismo non lo risolve, anzi lo aggrava. Va risolto in altra maniera. Altrimenti si danno solo soldi ai narcos”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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