Obama, il presidente che non sapeva dire "ti amo"

Un ritratto inedito. Tenero in alcuni tratti, forse ingeneroso in altri. Vanity Fair America pubblica alcuni estratti del diario di Genevieve Cook, ex ragazza di Barack Obama ai tempi dell’Università. Non manca qualche dettaglio intimo, come nell’estratto datato 25 febbraio: «Il calore sessuale senza dubbio c’è – ma tutto il resto ha angoli taglienti e lo trovo inquietante e mi ritrovo a volermi allontanare. Devo ammettere che provo rabbia nei suoi confronti per qualche motivo, per una serie di motivi stratificati. Il suo calore può essere ingannevole. Anche se dice parole dolci e può essere aperto e fiducioso, c’è anche quella freddezza».

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Secondo l’ex fiamma del presidente, il giovane Barack inoltre la domenica «poltriva, bevendo caffè e risolvendo le parole crociate del New York Times, a torso nudo, con indosso un sarong blu e bianco». E la sua stanza sapeva di «sudore, deodorante spray Brut, fumo, uvetta, sonno, respiro».

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Barack e Genevieve si conobbero nel 1983 a un party di Natale nell’East Village, a New York. Un incontro in cucina, Obama in blue jeans, t-shirt e giacca di pelle, i numeri di telefono scambiati su pezzettini di carta. Genevieve è figlia di un diplomatico australiano. Si innamora e inizia a frequentare quel giovane promettente. Ma il suo ricordo, a  distanza di anni, non è dolcissimo. Nelle sue parole, il futuro uomo più potente d’America è descritto sempre distante, trattenuto, poco coinvolto sentimentalmente.

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