Obbligo della videosorveglianza nelle Rsa, maggiore tutela per anziani e disabili

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È stato approvato l’accordo Stato-Regioni in base al quale si impone l’obbligatorietà della videosorveglianza all’interno delle strutture sociosanitarie, inteso come prerequisito indispensabile per autorizzarne l’apertura.

Via libera all’accordo Stato-Regioni, videosorveglianza obbligatoria nelle Rsa contro gli abusi

In considerazione di quanto stabilito con l’accordo Stato-Regioni, si è deciso di introdurre la videosorveglianza obbligatoria all’interno di tutte le strutture sociosanitarie. L’obbligatorietà della sorveglianza rappresenterà un prerequisito indispensabile al fine di autorizzare l’apertura delle suddette strutture e dovrà essere rispettata anche dalle strutture già in esercizio che risultano essere sprovviste di sistemi di videosorveglianza. Le realtà attualmente in attività, quindi, dovranno adattarsi a quanto sancito dall’accordo Stato-Regioni.

La misura è stata annunciata pochi giorni dopo dall’operazione condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato alla scoperta della residenza lager “Suor Rosina La Grua onlus” di Castelbuono, presso la quale i disabili venivano crudelmente maltrattati.

Via libera all’accordo Stato-Regioni, videosorveglianza obbligatoria nelle Rsa: i fondi stanziati

Con l’accordo, verranno destinati alle Regioni 80 milioni di euro volti a installare i sistemi di videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali presso le quali vengono ricoverati anziani e disabili.

I fondi dovranno essere suddivisi tra i differenti territori in proporzione al numero di strutture presenti. In questo contesto, quindi, il principale obiettivo dell’accordo Stato-Regioni consiste nel garantire una maggiore tutela ai soggetti fragili che vengono ricoverati nelle strutture residenziali, semiresidenziali o diurne.

Via libera all’accordo Stato-Regioni, videosorveglianza obbligatoria nelle Rsa: Confindustria Sicilia

L’accordo Stato-Regioni si è rivelato urgente a seguito delle continue denunce di Confindustria Sicilia, insieme al comparto regionale delle strutture sociosanitario, che aveva ripetutamente chiesto l’intervento del Governo Draghi, anche prima della scoperta della residenza lager di Castelbuono.

Per quanto riguarda il processo sui maltrattamenti e sugli abusi avvenuti alla “Suor Rosina La Grua onlus” di Castelbuono, Confindustria ha dichiarato che si costituirà parte civile.

La struttura, nel corso degli ultimi cinque anni, ha ottenuto convenzioni pari a oltre 6,2 milioni di euro ossia circa un milione e 300 mila euro l’anno.

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