Obbligo di Green Pass per prof e trasporti "lunghi". Draghi soddisfatto

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Zacco Cataldo, 70 years old receives a document proving his vaccination against the Covid-19, on August 5, 2021 at the Ambreck pharmacy, in Milan. - The Green Pass enters into force in Italy on August 6, 2021. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)
Zacco Cataldo, 70 years old receives a document proving his vaccination against the Covid-19, on August 5, 2021 at the Ambreck pharmacy, in Milan. - The Green Pass enters into force in Italy on August 6, 2021. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)

“In questa fase la scelta del governo è quella di investire sul green pass per evitare chiusure e tutelare le libertà”. All’ora di cena è il ministro Roberto Speranza a riassumere la bussola che ha orientato il governo nel licenziare il secondo decreto Covid nel giro di due settimane dopo quello che ha riguardato ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri e più in generale tutti i luoghi di socialità. Un pacchetto che estenderà gradualmente l’utilizzo della certificazione verde al mondo della scuola e ai trasporti.

Il green pass sarà obbligatorio infatti per tutti i lavoratori del mondo della scuola, dirigenti, docenti e personale amministrativo, ma anche per il personale universitario e per gli studenti della formazione superiore, mentre gli alunni dalle elementari a tutto il liceo ne saranno esenti. Obbligo anche per navi e traghetti interregionali (ad esclusione di quelli che collegano lo stretto di Messina), sui treni di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta velocità, e sugli autobus che collegano più di due Regioni.

Il tramestio della Lega, che fino all’ultimo ha provato a mitigare le misure, ha caratterizzato l’intera giornata. Il Carroccio ha dovuto capitolare sul fronte della scuola dovendo accettare l’introduzione dell’utilizzo del lasciapassare, ma a posteriori può dirsi soddisfatta di aver sostanzialmente tolto dal tavolo la discussione sull’obbligo vaccinale per il mondo della scuola, sulla quale Mario Draghi sembrava essersi orientato fino alla scorsa settimana. Rivendicato come un successo del Carroccio anche il non aver coinvolto nelle decisioni la popolazione studentesca, per la quale comunque si sta studiando uno screening salivare, aspetto che in verità non è mai stato oggetto di discussione. L’obbligo per gli studenti universitari è stato oggetto di discussione sia durante la Cabina di regia che si è svolta in mattinata sia nel corso del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto, con i ministri leghisti a opporsi ma costretti a capitolare. Pesanti le sanzioni per il personale scolastico che non si adegua, un fetta minoritaria secondo il ministro Bianchi, per il quale oltre il 90% degli interessati è già stato vaccinato, con numeri destinati a salire ulteriormente nel corso del prossimo mese: a partire dal quinto giorno fuori regola scatterà la sospensione dal servizio e quella dallo stipendio. L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di garantire il ritorno della scuola in presenza, consentendo deroghe da parte dei presidenti delle Regioni e dei sindaci solamente “in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità”.

Anche sui trasporti la discussione è stata vivace, ma senza che le tensioni salissero mai oltre la soglia di guardia, al punto che lo stesso presidente del Consiglio ha sottolineato come il confronto sulle misure di contrasto alla pandemia siano avvenuti in un’atmosfera ben diversa rispetto a quel che avveniva qualche mese fa.

Anche su questo fronte gli esponenti di via Bellerio, guidati dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia hanno dato battaglia. “Nessun vincolo per i mezzi di trasporto”, ha chiesto fino a ieri Garavaglia, preoccupato dall’impatto sulla stagione turistica e sull’indotto di un settore caro agli uomini di Matteo Salvini. Quando si è trovato davanti un irremovibile Draghi ecco il piano B, chiederne l’introduzione solo a partire da metà settembre, in concomitanza con la riapertura delle scuole. Davanti il Carroccio si è trovato il muro eretto da Speranza e da Dario Franceschini, che puntavano al 20 agosto come data chiave per far scattare le nuove misure. Due universi paralleli messi a sistema da Draghi, che ha imposto quello che sin dall’inizio era stato il suo convincimento: sui trasporti a lunga percorrenza il green pass sarà obbligatorio a partire dal primo settembre.

Ancora aperto il dossier del trasporto pubblico locale, sul quale il ritardo sembra clamoroso ancor più per il fatto che in vista del secondo autunno consecutivo ancora non si vedono passi avanti significativi. “La verità è che il governo tutto e in particolare il ministero dei Trasporti sono in difficoltà su questo, e annaspano”, spiega una fonte dell’esecutivo. Il ministro Enrico Giovannini ha assicurato che è al lavoro “con Regioni, Province e Comuni per un trasporto adeguato da settembre”, e ha spiegato che dal Cts è arrivata l’indicazione che “il tasso di riempimento all’80% sarà consentito anche in caso zona gialla”.

Misure che saranno accompagnate dal protocollo siglato dal ministero della Salute con la rete territoriale delle farmacie che prevedrà tamponi a prezzo calmierato: 8 euro per i minorenni, 15 per gli over 18. Rimane aperto il dossier lavoro, le misure eventuali da suggerire (o imporre) alla Pubblica amministrazione e alle aziende, un terreno che si preannuncia di battaglia. Ma se ne riparlerà dopo le ferie ferragostane.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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