Obbligo vaccinale per gli over 50. Niente Super Pass al lavoro per gli under

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TROPEA, ITALY - 2021/12/25: A health worker administers the vaccine to a man, during the vaccination program.
The Covid 19 vaccination campaign continued during Christmas with an open day in the Municipal Gym. As Omicron surges, the Azienda Sanitaria Provinciale (ASP, Provincial Health Company) of Vibo Valentia is planning to maintain its vaccination campaign throughout the Christmas and New Year holidays. The local Civil Protection (Protezione Civile)is providing support for the campaign. (Photo by Valeria Ferraro/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
TROPEA, ITALY - 2021/12/25: A health worker administers the vaccine to a man, during the vaccination program. The Covid 19 vaccination campaign continued during Christmas with an open day in the Municipal Gym. As Omicron surges, the Azienda Sanitaria Provinciale (ASP, Provincial Health Company) of Vibo Valentia is planning to maintain its vaccination campaign throughout the Christmas and New Year holidays. The local Civil Protection (Protezione Civile)is providing support for the campaign. (Photo by Valeria Ferraro/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

Obbligo vaccinale per tutti gli over 50, estensione del green pass semplice a estetisti, barbieri, parrucchieri, agli uffici pubblici, postali e bancari e a numerose attività commerciali. È questo il compromesso emerso dopo alcuni giorni di animate discussioni fra Mario Draghi e i partiti di maggioranza, tradotto in un decreto varato in serata dal Consiglio dei ministri.

Una giornata che era iniziata con il Pd che aveva chiesto l’obbligo vaccinale per tutti, gli alleati del Movimento 5 stelle che avevano replicato giammai, siamo contrari, la Lega che aveva conferito il via libera ma solo per gli over 60, Forza Italia sulla posizione che così sarebbe stato inutile, e si sarebbe dovuta abbassare l’asticella fin sulla soglia dei 40. Raccontano di un Mario Draghi profondamente irritato, se non furioso, per l’accapigliarsi della sua maggioranza intorno al nuovo decreto di contrasto alla pandemia: “Litigano su tutto, non si riesce nemmeno a dare una linea chiara sulla pandemia”, il senso dei ragionamenti fatti dal premier a chi l’ha sentito nelle ultime ore.

Riunioni su riunioni preliminari, che hanno portato a uno slittamento della cabina di regia politica prevista in mattinata e che hanno fatto desistere il premier dalla sua idea iniziale, quella di estendere il super green pass all’intero mondo del lavoro. Una presa di posizione molto dura che ha generato un pacchetto di norme comunque severe per chi rifiuta il vaccino. Scatenando la rabbia del Movimento 5 stelle, che anche in cabina di regia aveva frenato drasticamente sull’obbligatorietà, ma soprattutto della Lega, che in serata ha diramato una nota congiunta dei tre ministri (Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia e Erika Stefani), nella quale si dicono “responsabilmente al governo” ma “non acquiescenti a misure, come gli obblighi che incidono profondamente sulla libertà al lavoro che è tutelata dalla costituzione o a misure senza fondamento scientifico visto che la maggioranza assoluta dei ricoverati Covid ha ben più di 60 anni”.

Sull’obbligo, il punto di mediazione si colloca esattamente a metà della babele di richieste provenienti dai partiti: dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, scatterà per tutti i coloro che hanno compiuto il cinquantesimo anno di età, una disposizione che sarà in vigore fino al prossimo 15 giugno. Di conseguenza, a partire dal 15 febbraio tutti i lavoratori over 50 saranno tenuti a esibire il certificato verde rafforzato nei luoghi di lavoro pubblici e privati, pena la sospensione dello stipendio (e multe da 600 a 1500 euro per i trasgressori) a partire dal quinto giorno di assenza, motivo per il quale il Carroccio ha annunciato una proposta per consentire l’anticipo del tfr a quei lavoratori che rimarrebbero privi di reddito.

Scontro anche sull’estensione del super green pass. Perché nelle intenzioni di Draghi c’era un allargamento della carta verde rafforzata a l’intero comparto dei servizi alla persona, a quelli postali, bancari e finanziari e a tutte le attività commerciali ritenute non essenziali. Ma la Lega si è messa di traverso: “Se rimane nel testo non lo votiamo”, ha attaccato Garavaglia. Una discussione molto accesa al termine della quale il Carroccio l’ha spuntata, ottenendo il green pass base come condizione di accesso ai summenzionati luoghi.

È stata la scuola a mettere più o meno tutti d’accordo. Nessun rinvio dell’inizio delle lezioni, che rimane previsto per il 10 di gennaio, accolte buona parte delle richieste delle Regioni sulle regole d’ingaggio sulla didattica a distanza. Scatterà con due positivi nelle scuole elementari e con tre alle medie e alle superiori, ma, in quest’ultimo caso, solo per gli studenti non vaccinati, mentre per tutti gli altri verrà prevista l’auto sorveglianza e l’utilizzo delle mascherine Ffp2.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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