Obesità, arriva “chiave di svolta” contro lo stigma sociale

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Image from askanews web site
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Roma, 11 giu. (askanews) - "Tutti ti guardano e si permettono di giudicarti, come se fossimo dei fenomeni da circo", "L'obesità mi aveva privato di troppe cose", "Ho subito purtroppo tanti episodi di bullismo", "Che senso ha avere vinto tutte le battaglie professionali e altre se poi perdi quella che è la più importante per la tua vita", "Ho imparato a rispettare prima di tutto me stesso ma soprattutto a farmi rispettare", "Il cibo dev'essere un compagno di vita ma non deve diventare lo scopo della nostra vita": queste alcune delle testimonianze raccolte da Daniela Consonni per Amici Obesi Onlus nel libro fotografico "Chiave di svolta" - Storie e percorsi di persone con obesità", che viene presentato oggi pomeriggio in un evento live streaming, realizzato da Amici Obesi Onlus con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, all'interno del progetto internazionale Changing ObesityTM.

Il progetto fotografico è stato realizzato da Stefano Barattini per Amici Obesi Onlus che spiega nell'introduzione del libro che "la capacità della fotografia di essere un ponte tra le proprie immagini interiori e gli aspetti cognitivi più razionali, permette di fare emergere anche i contenuti di cui siamo meno consapevoli e possono essere utilizzate in modo efficace per sensibilizzare e contrastare pregiudizi ed esclusione sociale".

Il libro dedicato alla figura di Marina Biglia, presidente di Amici Obesi Onlus da ottobre 2008 a dicembre 2018, raccoglie diverse testimonianze di persone con obesità che Iris Zani, Presidente di Amici Obesi Onlus, ringrazia perché "ci hanno messo la faccia e hanno raccontato frammenti della propria vita, talvolta anche intimi e profondi per aiutare altre persone con problemi di peso che si trovano nella stessa situazione, nella speranza che possano trarne conforto e stimolo per un cambiamento e una rinascita". «Dedichiamo questo libro alla memoria di Marina Biglia, a lungo presidente di Amici Obesi Onlus, che si è sempre distinta negli anni per la sua continua ricerca del contatto umano con i pazienti e impegnata per rompere il silenzio sull'obesità e cercare di sfatare i pregiudizi sociali, mandando al contempo messaggi positivi», dice Zani.

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