Occhialeria, Donazzan: made in Italy competente e competitivo

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Longarone, 15 nov. (askanews) - Stati generali dell'occhialeria a Longarone (Belluno), con le più grandi e le più significative imprese del settore rappresentate dai vertici aziendali e dai rappresentanti sindacali: un mondo che vale miliardi di fatturato e che conta 17 mila lavoratori in tutta Italia, 12 mila dei quali nel solo territorio bellunese. "Gli stati generali sono stati voluti dalla Regione del Veneto, che ha invitato un intero settore, strategico per l'economia nazionale e in particolar modo per il Veneto, ad un confronto - ha ricordato l'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan - Se l'occhialeria è un settore strategico, come noi riteniamo sia, allora sono necessari un approccio organico e una politica industriale ad hoc. Il mercato cambia velocemente, dipende significativamente dai grandi brand che stanno tra il biomedicale ed il fashion del lusso, ma il denominatore comune e l'unico vero e grande marchio collettivo che si afferma nel mondo è il brand 'Made in Italy'".

"Il fatto che oggi siano le più importanti aziende - ha proseguito Donazzan - a chiedere come controllare, difendere e comunicare questo valore, mi impegna a sollecitare la politica nazionale in questa direzione. La Regione Veneto, ed in particolare il mio assessorato tra lavoro e formazione, ha già intrapreso molte azioni in risposta alle esigenze delle imprese, in particolare nel campo della formazione, con la nascita del politecnico internazionale dell'occhiale, grazie ad un innovativo accordo pubblico-privato con Anfao e ad un finanziamento di un milione e mezzo di euro per il solo comparto dell'occhialeria". Gli 'stati generali' - ha ricordato infine Donazzan - sono stati pensati e progettati dalla Regione del Veneto, ma voluti fortemente dai sindacati per primi: "Un sindacato che in Veneto dà prova di essere sempre proiettato in avanti e responsabile - ha concluso l'assessore - pronto a sperimentare al fianco delle imprese una contrattazione aziendale capace di muovere la leva della competitività anche in un mercato del lavoro molto rigido".