Ocean Viking, 13° giorno in mare. Il medico di Msf: “Fateli sbarcare”

“È vergognoso e disumano, serve al più presto un porto sicuro perché queste persone possano finalmente toccare terra”. Luca Pigozzi, medico di Medici Senza Frontiere a bordo della Ocean Viking lancia l’ennesimo accorato appello. “Sono ormai 13 giorni che 356 persone vulnerabili sono bloccate a bordo. Ogni giorno la situazione peggiora. Abbiamo pasti per appena 5 giorni, prima di intaccare le scorte di emergenza. Ci sono persone le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere un'evacuazione”. Dal 9 al 12 agosto la Ocean Viking, gestita in collaborazione da MSF e SOS MEDITERRANEE, ha soccorso 356 uomini, donne e bambini, di cui 103 bambini o minori sotto i 18 anni. “In quasi due settimane – racconta Pigozzi - ho curato nella clinica a bordo vittime di violenza sessuale, feriti di guerra e persone che hanno subito brutali percosse, scariche elettriche, torture, perpetrate anche con plastica fusa. Un terzo dei miei pazienti sono minori di 18 anni. Come medico – afferma Pigozzi - non posso accettare le loro inutili e prolungate sofferenze. Perché etica e umanità vengono prese in ostaggio dai politici, che volontariamente lasciano queste persone bloccate in mare privandole dei loro diritti e dignità? Quanti traumi ancora – incalza il medico – i leader europei dovranno imporre a queste persone prima che sia trovata una soluzione umana? Cosa deve succedere prima che reagiscano? È giunto il momento di un intervento urgente. Chiedo con forza agli stati europei di ritrovare la loro umanità e porre fine a questa vergogna. Tutte le 356 persone a bordo devono poter sbarcare in un luogo sicuro. Adesso”.