Ocean Viking, minori raccontano storie di violenza e stupri in Libia

Red/Gtu

Roma, 29 gen. (askanews) - Sono un centinaio i minori sbarcati stamattina a Taranto e salvati dalla Ocean Viking di Sos Mediterranee e Medici Senza frontiere, la maggior parte dei quali non accompagnati. E raccontano storie di violenza e stupri in Libia. Storie raccolte dagli operatori di Save the Children, presenti al porto.

Due bambine di 4 e 6 anni, che viaggiano con la sorella più grande di 17 anni, hanno raccontato agli operatori di essere arrivate in Libia con la mamma, ma di averne perso le tracce. E "le testimonianze confermano ancora una volta una situazione fuori controllo nel Paese e gli orrori dei centri di detenzione". Come quelli che ha raccontato una ragazza somala di sedici anni, che ha descritto la disumanità dei centri di detenzione, dove le giovani donne sono sottoposte a continue torture e violenze sessuali.

"In nessun caso la Libia può essere considerata un luogo sicuro, ancor di più oggi, con l'escalation del conflitto", dichiara Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, sottolineando: "Nei centri di detenzione continua a consumarsi una terribile violazione dei fondamentali diritti di persone, tra le quali molti bambini e bambine, soggetti a forme di violenza di ogni tipo, così come peraltro acclarato dai rapporti delle Nazioni Unite". (Segue)