Ocean Viking, Msf: sia ultima volta in cui sbarco è ritardato

Gtu

Roma, 24 set. (askanews) - "Le 182 persone a bordo della Ocean Viking sbarcano a Messina, una settimana dopo essere state soccorse in mare", sottolinea Medici sena frontiere che insieme a Sos Méditerranée gestisce la nave, e lancia un appello: "Chiediamo ai leader Ue, dopo il loro incontro a Malta, di garantire che questa sia l'ultima volta in cui uno sbarco in un porto sicuro viene ritardato".

  • Cdm impugna legge medicina a Treviso, Zaia: fulmine a ciel sereno
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    Cdm impugna legge medicina a Treviso, Zaia: fulmine a ciel sereno

    "Ho contattato il ministro Boccia"

  • Stash diventa papà, l'annuncio di Maria De Filippi
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    Stash diventa papà, l'annuncio di Maria De Filippi

    Nel corso dell'ultima puntata di Amici Special, Maria De Filippi ha annunciato la futura paternità di Stash, il frontman dei The Kolors.

  • Individuato l'anticorpo che blocca l'infiammazione del Covid
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    Individuato l'anticorpo che blocca l'infiammazione del Covid

    AGI - Individuato il target terapeutico per contrastare lo stato infiammatorio che si accompagna alla progressione del Covid-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale già conosciuto che è in grado di bloccare la reazione infiammatoria indotta dall'infezione.Lo documenta lo studio condotto dai ricercatori dell'Università di Firenze su 30 pazienti dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi sui quali è stata testata con successo la terapia che permette di regolare la risposta del sistema immunitario all'aggressione del virus.I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation. Il team tutto fiorentino - composto dai ricercatori Unifi e dell'Aou Careggi - ha osservato nel sangue dei pazienti affetti da Covid-19 la diminuzione e l'alterazione nel funzionamento di un gruppo di cellule del sistema immunitario, causate dall'incremento dello stato infiammatorio che si associa alla progressione della malattia. “L'infezione del virus SARS-CoV-2, causa dell'insorgenza della malattia Covid-19, può decorrere asintomatica così come provocare vari gradi di polmonite, che possono richiedere anche supporto meccanico alla respirazione - spiega Francesco Annunziato, responsabile dello studio e docente di Patologia generale dell'Ateneo fiorentino -. La risposta immunitaria ha un ruolo cruciale nel combattere l'infezione virale, tuttavia, se è incontrollata, in alcuni casi può essere essa stessa causa di danno e portare allo sviluppo di una malattia acuta da distress respiratorio”. Nello studio sono stati reclutati 30 pazienti ricoverati presso l'Aou Careggi, a vari stadi della malattia. “Abbiamo osservato che nel sangue periferico dei pazienti affetti da Covid-19 ci sono ridotti livelli di tre sottopopolazioni di linfociti, i linfociti T e B e le cellule Natural Killer - prosegue il ricercatore -. Oltre a una riduzione numerica, queste cellule del sistema immunitario mostrano una capacità ridotta di produrre molecole ad azione antivirale, ancora inferiore nei pazienti che richiedono ricovero in terapia intensiva. Inoltre, il peggioramento della malattia è associato all'incremento della presenza nel sangue di IL-6, una proteina responsabile della ridotta funzionalità delle cellule Natural Killer”.Applicando una terapia basata sull'uso di un anticorpo monoclonale (già utilizzato per il trattamento dell'artrite reumatoide moderata-grave, dell'artrite idiopatica giovanile sistemica, della poliartrite idiopatica giovanile e per la sindrome da rilascio di citochine indotta dai linfociti CAR-T), i ricercatori sono riusciti a neutralizzare l'azione infiammatoria di IL-6 e a ripristinare alcune funzionalità delle cellule Natural Killer. “Un risultato - conclude Annunziato - che va nella direzione di aiutare il nostro sistema immunitario a rispondere con maggiore efficacia all'aggressione del SARS-CoV-2”.

  • De Luca contro Report: "Doppia querela"
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    De Luca contro Report: "Doppia querela"

    "Non perderemo tempo nei confronti di protagonisti campagne di aggressioni mediatiche. Zitti zitti, in questi due mesi e mezzo abbiamo già fatto come Regione Campania 6 querele per diffamazione. Lunedì scorso vi è stata un'altra trasmissionaccia per la quale le nostre querele arriveranno a 8, ne faremo altre 2". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, con riferimento alla trasmissione 'Report' di Rai3, senza nominarla nel corso della sua diretta social del venerdì pomeriggio.  "Quando vediamo qualche porcheria sugli organi di stampa e di informazione - ha spiegato De Luca - un minuto dopo arriva la querela per diffamazione, ma in silenzio, senza fare pubblicità gratuita a nessuno. Lunedì scorso vi è stata un'altra trasmissionaccia per la quale le nostre querele arriveranno a 8, ne faremo altre 2 in relazione a quella vergognosa campagna di aggressione mediatica su una rete della tv pubblica, con dei falsi vergognosi e clamorosi. Una doppia denuncia, perché in quel caso andremo sul piano penale ma anche sul piano civile, cioè del risarcimento". De Luca ha aggiunto che "in ogni paese civile del mondo un sedicente giornalista che dà una notizia clamorosamente falsa rispetto a un'Asl verrebbe licenziato dopo 5 minuti. In Italia viviamo in un contesto da circo equestre, per cui ognuno pensa di fare quello che vuole. Siamo un Paese nel quale si confonde per giornalismo d'inchiesta quello che in altri Paesi si chiama violenza privata o semplicemente cafoneria. Tra l'altro - ha concluso - lunedì sera in contemporanea c'era il film 'L'ultimo samurai' con Tom Cruise: come si fa a essere così masochisti da vedere quella trasmissionaccia invece di un film meraviglioso e coinvolgente? Vale per il futuro, non siate depravati da perdervi con le scemenze".

  • Morgan confessa l'uso di droghe e scoppia a piangere
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    Morgan confessa l'uso di droghe e scoppia a piangere

    Morgan è scoppiato in lacrime e ha confessato di essere piombato di nuovo in una spirale autodistruttiva legata alle dipendenze.

  • Esclusivo - Arresto Torzi, estorsione da 15 milioni alla Segreteria di Stato
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    Esclusivo - Arresto Torzi, estorsione da 15 milioni alla Segreteria di Stato

    Estorsione da 15 milioni al Vaticano. E’ l’inquietante ipotesi che emerge dall’inchiesta di Oltretevere che ha portato oggi all’arresto di Gianluigi Torzi nell’ambito delle indagini sull’acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra da parte della Santa Sede. Torzi, imprenditore molisano, stando alle ricostruzioni dell'accusa sarebbe entrato in contatto con la Segreteria di Stato per aiutarla a risolvere l’impasse della partecipazione al fondo Athena di Raffaele Mincione, partecipazione finanziata con i soldi dell’Obolo di San Pietro - destinati ai poveri - e costata alle casse vaticane - sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - perdite per svariati milioni di euro. Il broker ora agli arresti, però, stando alle accuse si sarebbe ben presto trasformato nell’uomo in grado di tenere in pugno la segreteria di Stato fino a portare a compimento una estorsione di 15 milioni. A mettere Torzi nelle condizioni di portare a segno un’estorsione al Vaticano è la truffa che, sempre secondo gli investigatori, l’imprenditore avrebbe commesso ai danni della Segreteria di Stato. In particolare, a quanto apprende l’Adnkronos, Torzi, che con la sua Gutt Sa aveva triangolato per la Santa Sede l’acquisto da Mincione dell’immobile di Londra al centro dell’inchiesta, avrebbe trattenuto senza farlo sapere alla Segreteria di Stato mille azioni (le uniche con diritto di voto) della società, con ciò impedendo di fatto al Vaticano (cui aveva ceduto 30mila azioni ma senza diritto di voto) di disporre del palazzo. Gli inquirenti avrebbero scoperto che nel corso di una riunione per convincere l’imprenditore a cedere le sue azioni e alla quale parteciparono anche monsignor Edgar Pena Parra, Sostituto della segreteria di Stato Vaticana, Giuseppe Maria Milanese, che avrebbe agito nell’interesse della Segreteria, l’avvocato dello studio Ernst & Young Manuele Intendente e Renato Giovannini, rettore vicario Università Guglielmo Marconi, Torzi si sarebbe detto disponibile a rinunciare, previo risarcimento delle spese e con un piccolo margine guadagno, somma che in un successivo incontro venne quantificata in 3 milioni di euro.  Tuttavia, nonostante l’accordo verbale, nell’ipotesi investigativa Torzi non avrebbe restituito le azioni residue della Gutt Sa. Anzi, la sua strategia ‘al rialzo’ sarebbe emersa nel corso di una drammatica e lunghissima riunione nello studio di Giovannini, dalla quale sarebbe venuto fuori che più persone erano state coinvolte nell’operazione e che somme di denaro erano state date o promesse anche ad “altri”. Vero? Falso? E chi sarebbero questi “altri”? E, ancora, che Enrico Crasso, gestore delle finanze della Segreteria di Stato attraverso Sogenel Capital Holding, e Fabrizio Tirabassi, responsabile dell’ufficio amministrativo della Segreteria di Stato, qualche giorno prima in un incontro a Milano gli avessero offerto 9 milioni di euro per cedere le azioni.  Una cifra consistente, ritenuta però insufficiente da Torzi che, secondo quanto riferito agli investigatori da più testimoni, sarebbe arrivato a ipotizzare la somma di 24 milioni e perfino di 30 milioni per restituire l’immobile di Londra alla Santa Sede, in un’escalation che a quanto apprende l’Adnkronos avrebbe spinto Giovannini, interrogato dagli inquirenti vaticani, a non poter negare che le richieste dell’imprenditore molisano avessero i toni di una “estorsione”.  Successivamente, nel corso di un incontro con il Sostituto della Segreteria Vaticana, Tirabassi e monsignor Alberto Perlasca, responsabile dell’ufficio amministrativo della Segreteria, dalle indagini sarebbe emerso che avrebbero proposto di prelevare i 20 milioni necessari a chiudere la transazione con Torzi dal cosiddetto Fondo discrezionale, un fondo creato nel 2015 per le spese discrezionali del Papa. Operazione che sarebbe finìta nel nulla anche grazie alla mediazione di monsignor Mauro Carlino che avrebbe convinto Torzi ad accettare 15 milioni anziché 20, al pagamento dei quali, secondo la procura vaticana, si sarebbe consumata l’estorsione. (di Mia Grassi e Tommaso Gallavotti)

  • La Palmas, sempre più bella, mostra la pancia ai suoi fan
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    La Palmas, sempre più bella, mostra la pancia ai suoi fan

    La gravidanza di Giorgia Palmas è ormai evidente: la showgirl sfoggia il pancione via social, e fa una tenera dedica al suo bambino.

  • Bambini e anziani avranno il vaccino antinfluenzale gratis
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    Bambini e anziani avranno il vaccino antinfluenzale gratis

    A seguito dell'emergenza Covid, il Ministero della Salute sostiene che il vaccino per l'influenza andrebbe raccomandato per bimbi e anziani.

  • Ciavarro ha commentato la fine della relazione dei suoi due ex coinquilini
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    Ciavarro ha commentato la fine della relazione dei suoi due ex coinquilini

    Paolo Ciavarro ha detto la sua in merito alla seconda, discussa rottura tra Pago e Serena Enardu.

  • Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan
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    Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan

    Anna Tatangelo ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto che ha fatto letteralmente impazzire i fan.

  • Incidente corso Francia, consulenti: da Genovese totale disinteresse
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    Incidente corso Francia, consulenti: da Genovese totale disinteresse

    "Il giovane guidava a forte velocità ed usando il telefonino"

  • Bologna, biker investito da una moto: loro scappano, ma Luis Sal li filma
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    Bologna, biker investito da una moto: loro scappano, ma Luis Sal li filma

    Lo youtuber ha filmato l'incidente: i due in moto sono scappati, ma le prove video di Sal li incastrano

  • Sondaggio: Lega al top e Conte 'candidato' sposta voti
    Politica
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    Sondaggio: Lega al top e Conte 'candidato' sposta voti

    Lega al top. E se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si candidasse sposterebbe voti nelle urne. E' il quadro delineato dal sondaggio realizzato dall'istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 diffuso oggi dalla testata.  Il sondaggio ha rilevato le intenzioni di voto se domani ci fossero le Elezioni Politiche, misurando anche l’impatto che potrebbe avere una candidatura del premier Giuseppe Conte. Nella situazione attuale resta alto il tasso di indecisi e astenuti, pari al 55,1%. Tra chi ha espresso una preferenza, la Lega è il primo partito in Italia, con il 26,2% seguito dal Pd con il 21,6%. Il M5S si attesta nelle intenzioni di voto al 15,5%, poi Fratelli D’Italia al 15%, Forza Italia al 6,5%. Seguono Italia Viva con il 3,1%, la lista “La Sinistra” al 2,7%, Azione! al 2,4%, +Europa al 2,3% e la lista “Cambiamo” di Giovanni Toti allo 0,1%. Il 4,6% degli intervistati si orienterebbe invece verso altri partiti.  Queste invece le intenzioni di voto qualora il premier Giuseppe Conte fosse il candidato premier del M5S: indecisi e astenuti sarebbero il 53,5%, mentre tra chi esprime una preferenza la Lega sarebbe primo partito al 27,9%, seguita dal Movimento 5 Stelle – Conte al 19,9%, il Partito Democratico al 18,9%, Fratelli d’Italia al 14,6%, Forza Italia al 6,7%, La Sinistra al 2,5%, Azione! al 2,2%, Italia Viva al 2,1%, +Europa al 1,6%, Cambiamo al 0,9%, mentre sceglierebbe un altro partito il 2,7%.  La situazione muta in parte ipotizzando che il presidente del Consiglio presenti una sua lista: la voterebbe sicuramente o probabilmente il 24,1% del campione. Il 66,7% degli intervistati non la sceglierebbe, mentre è indeciso il 9,2%. A considerare l’idea di votare una lista del premier Conte sono il 33,7% degli elettori di centrosinistra, il 15,9% degli elettori del Centrodestra, il 66,3% degli elettori del M5S e il 20,4% degli indecisi.  Per quanto riguarda le intenzioni di voto, gli astenuti in questo caso sarebbero il 51,1%. Tra chi esprime una preferenza, la Lega sarebbe primo partito al 26,3%, seguita dal Partito Democratico al 16,5%, Fratelli d’Italia al 15,4%, la lista di Giuseppe Conte al 14,3%, Il Movimento 5 Stelle al 9,7%, Forza Italia al 5,7%, La Sinistra al 4,2%, Italia Viva all’1,8%, Azione! al 1,7%, +Europa al 1,5%, Cambiamo al 0,2%, mentre sceglierebbe un altro partito il 2,7%.  Gli elettori della eventuale lista del premier si sposterebbero principalmente dal bacino di indecisi e astenuti (ben il 51,1%), dagli elettori del M5S (19,4%) e del Partito Democratico (11,5%). Dagli altri partiti arriverebbero percentuali di elettori tra il 4,6% e lo 0,9%. In caso si verificasse una crisi di Governo la maggior parte degli intervistati vorrebbe nuove elezioni in autunno (il 35%). Seguono l’ipotesi di un nuovo Governo tecnico o di larghe intese guidato da Mario Draghi (17,6%), un nuovo Governo appoggiato da PD e Movimento 5 Stelle (8,6%), un nuovo Governo appoggiato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle (8,5%), un nuovo Governo tecnico o di larghe intese guidato da una figura differente (7,3%). Non esprime un’opinione il 23% del campione.  Alla domanda se il presidente del Consiglio Conte sia più vicino al Partito Democratico o al Movimento 5 Stelle, il 37,6% del campione sostiene che sia intermedio fra i due partiti. Per il 28,7% è invece più vicino al Movimento 5 Stelle, mentre per il 15,7% è più vicino al Partito Democratico. Non sa o non risponde il 18%.

  • Frode fiscale e riciclaggio: Gdf sequestra ville e quadri di Picasso
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    Frode fiscale e riciclaggio: Gdf sequestra ville e quadri di Picasso

    Misura di prevenzione del Tribunale di Milano per 20 mln

  • Luca Argentero e Cristina Marino: la prima foto della figlia
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    Luca Argentero e Cristina Marino: la prima foto della figlia

    Luca Argentero e Cristina Marino hanno presentato al pubblico la primogenita Nina Speranza, nata lo scorso 20 maggio.

  • A sorpresa la Carmelita Nazionale ha rivelato un inaspettato appuntamento con i suoi fan
    Spettacolo
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    A sorpresa la Carmelita Nazionale ha rivelato un inaspettato appuntamento con i suoi fan

    A sorpresa Barbara D'Urso ha annunciato ai fan che continuerà a tener loro compagnia nonostante la pausa estiva dei suoi show.

  • Vaticano, cardinale Becciu: "Non conosco Torzi, non ero più in Segreteria di Stato"
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    Vaticano, cardinale Becciu: "Non conosco Torzi, non ero più in Segreteria di Stato"

    "Non conosco Torzi, non ero più sostituto quando sono successi i fatti che gli attribuiscono”. Il cardinale Angelo Becciu, già sostituto alla Segreteria di Stato del Vaticano, replica in questi termini all’Adnkronos dopo l’arresto del broker Gianluigi Torzi nell’ambito dell’inchiesta vaticana sulla compravendita dell’immobile londinese a Sloane Avenue. Sulla questione, il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin parlò di “affare opaco”; di contro Becciu, che è stato sostituto della segreteria di Stato, ha sempre sostenuto che lo ha fatto “soffrire l’accusa che la Segreteria di Stato abbia utilizzato i soldi per i poveri per speculazioni. Lo smentisco. Noi - racconto’ Becciu - abbiamo acceso un mutuo rispettando i fondi. Si è acceso un mutuo perché con le banche ci sembrava una occasione per fare fruttare al meglio i capitali ma l’obolo di San Pietro è rimasto lì e ha aumentato gli interessi".  Quanto all’investimento nel palazzo di Londra oggetto di inchiesta, Becciu, che disse di avere parlato della cosa col Papa, spiegò che "si è investito in un palazzo. Da tempo la Santa Sede investe in palazzi. Era una occasione buona che oggi in tanti ci invidiano con la Brexit perché oggi il valore di quella casa è quasi triplicato. Il Papa deciderà se è da mantenere o da vendere ma non ci sono perdite".

  • Taiwan-Cina, tensioni in occasione dell'anniversario di Tiananmen
    Politica
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    Taiwan-Cina, tensioni in occasione dell'anniversario di Tiananmen

    Nave Usa attraversa Stretto, Pechino fa esercitazioni di sbarco

  • Maddie sarebbe morta. Ma il suo assassino avrebbe un volto
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    AGI

    Maddie sarebbe morta. Ma il suo assassino avrebbe un volto

    AGI - "Riteniamo che la bambina sia morta": non sembrano lasciare grande spazio alla speranza le parole di un portavoce della Procura di Braunschweig. Ma ora forse ci sono un volto e un'identità dell'uomo che potrebbe aver ucciso la piccola Maddie McCann, la bimba britannica strappata 13 anni fa dal suo lettino e scomparsa nel nulla mentre era in vacanza nell'Algarve, in Portogallo, con i genitori.Ossia c'è un nuovo sospetto su cui si concentrano tutte le attenzioni degli inquirenti tedeschi, britannici e portoghesi: un tedesco, oggi 43enne, già in carcere a Kiel, in Germania, in seguito a varie condanne per reati di natura sessuale, che nel 2007 viveva non lontano dalla località in cui la bambina sparì nel nulla.Sarebbe stato lui, affermano la polizia tedesca e Scotland Yard, a uccidere la piccola, che all'epoca aveva solo tre anni. Ora si indaga esplicitamente per omicidio. La Procura di Braunschweig, titolare del caso, non ha reso noto ulteriori dettagli, limitandosi alla lettura di un comunicato ufficiale e senza ammettere domande dei giornalisti "per esigenze legate all'indagine in corso". Tuttavia, gli inquirenti sperano ancora "nell'aiuto della popolazione" per far luce sul caso. Tredici anni di angosciaQuando Madeleine McCann scomparve, il 3 maggio 2007, dal residence in cui trascorreva le vacanze con la famiglia nella località balneare di Praia da Luz, la polizia locale pensò per prima cosa ad un rapimento.I genitori erano andati a mangiare in un vicino ristorante e per un certo periodo persino su di loro gravarono dei sospetti. Avevano lasciato a dormire la piccola con i propri fratellini, una coppia di gemelli, nell'appartamento; e quella sera i genitori e una coppia di amici controllarono regolarmente che tutto andasse bene.Ma improvvisamente Maddie sparì: fu avvertita la polizia, e oltre 60 collaboratori e anche molti ospiti del complesso di residence si misero alla sua ricerca. Nei giorni successivi centinaia di volontari si aggiunsero alle ricerche. Inutilmente.Anche grazie ai numerosi appelli dei genitori e poi per l'interessamento di numerose celebrità internazionali, il caso ebbe quasi da subito un'immensa eco mediatica. E negli anni successivi, con un notevole sforzo finanziario sostenuto con l'aiuto di ignoti benefattori, i genitori, Kate e Gerry McCann, hanno continuato le ricerche senza mai abbandonare la speranza di ritrovare in vita la bimba. Ora, forse, la svolta. Chi è il nuovo sospettoA detta dell'Ufficio criminale federale (Bka), il tedesco finito nel mirino degli inquirenti tra il 1995 e il 2007 ha vissuto regolarmente in Algarve, vivendo per alcuni anni in una abitazione situata tra Lagos e Praia da Luz."In quel periodo aveva vari lavoretti occasionali, anche nel ramo della gastronomia", ha fatto sapere la polizia tedesca. Il quotidiano Braunschweiger Zeitung aggiunge altri dettagli: si tratterebbe dello stesso uomo che, a fine 2019, è stato condannato a 7 anni per violenza sessuale nei confronti di una donna americana di 72 anni, commessa proprio a Praia da Luz, verdetto nei confronti del quale l'imputato però ha presentato ricorso per errori nella procedura di estradizione.L'attenzione degli inquirenti si è concentrata sul 43enne dopo alcune puntate della trasmissione del secondo canale pubblico Zdf "Aktenzeichen XY" (l'equivalente del nostro "Chi l'ha visto") a partire dall'ottobre 2013. "Ma le informazioni di allora non bastavano per dare inizio ad un nuovo filone d'indagini e men che mai ad un arresto", affermano oggi gli uomini del Bka.Oggi il quadro è diverso: la storia del 43enne è punteggiata da tutta una serie di condanne per reati sessuali, ivi compresi abusi nei confronti di minori. Inoltre la polizia sospetta che si sia guadagnato da vivere anche facendo il pusher di stupefacenti e attraverso furti in alberghi e in case di vacanza. Alto circa un metro e ottanta, nel maggio 2007 l'uomo aveva capelli biondi e molto corti, e avrebbe fatto uso di due veicoli, un camper Vw con targa portoghese e una Jaguar con targa tedesca che era stata notata il giorno dopo la scomparsa di Maddie. Il testimone che manca all'appelloNella comunicazione delle autorità britanniche, si afferma che quella stessa sera il sospetto avrebbe ricevuto una telefonata da un numero portoghese: "Riteniamo che la persona che ha effettuato quella chiamata sia un testimone di grandissima importanza, al quale chiediamo di farsi vivo al più presto".Negli anni, i genitori di Maddie hanno rivolto numerosi appelli pubblici nella speranza di avere notizie decisive sulla bambina. È stata Scotland Yard, mercoledì, a diffondere una nuova dichiarazione della coppia: "Abbiamo sempre voluto portare alla luce la verità e trascinare i colpevoli a scontare la propria responsabilità. Non perderemo mai la speranza di ritrovare Madeleine viva: tuttavia, qualunque sia la verità, dobbiamo conoscerla. Perché dobbiamo ritrovare pace".

  • Kanye West, il gesto per la figlia di Floyd
    Spettacolo
    Yahoo Notizie

    Kanye West, il gesto per la figlia di Floyd

    Dopo le critiche ricevute per non aver partecipato al "Black Out Tuesday", il rapper ha optato per un'azione concreta.

  • Spintoni e sberle all'asilo, 5 maestre indagate
    Notizie
    Adnkronos

    Spintoni e sberle all'asilo, 5 maestre indagate

    Sono cinque le maestre accusate di maltrattamenti su minori, quindi aggravati, - tutte italiane e con un’età che spazia dai 45 ai 60 anni - scoperte dagli investigatori del Commissariato di via Foscolo a Busto Arsizio, in provincia di Varese, nel corso di un'indagine chiusa nei giorni scorsi. Lo riporta La Prealpina.  "Risultano ancora in servizio", si legge nell'articolo online del quotidiano. Le vittime, secondo gli investigatori, sono "quattordici bimbi tra uno e tre anni", che avrebbero subito le loro prepotenze, gli atteggiamenti aggressivi, l’approccio ostile. I fatti contestati coprono un arco temporale di un anno, dalla primavera del 2018 fino a maggio del 2019. La polizia ha ricostruito tutti gli episodi di violenza attraverso le telecamere piazzate nella struttura, che insieme alle intercettazioni ambientali, avrebbero consentito di raccogliere un quadro accusatorio documentato fatto di "strattoni, sberle e spintoni", ma anche di frasi offensive come "Stai zitto, chiudi la bocca, cosa piangi, ma quando verrà a prenderti tua madre?". L'input all’inchiesta è arrivato da due genitori che avevano percepito nel figlio un turbamento crescente, un malessere legato alla frequentazione dell’asilo cittadino.

  • Politica
    AGI

    Libia, il generale Haftar perde anche Tarhuna. Erdogan esulta

    AGI - L'offensiva del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, sulla capitale libica Tripoli era stata lanciata da Tarhuna, un centinaio di chilometri all'interno della Tripolitania. Quattordici mesi dopo, i suoi combattenti, stremati da una battaglia che inizialmente doveva durare solo qualche settimana, sono stati costretti alla ritirata proprio da Tarhuna perchè vinti dalle Forze del Governo di accordo nazionale della Capitale e, soprattutto, dalla potenza militare della Turchia.Non è un caso che questa volta a celebrare la conquista sia lo stesso presidente turco, Recep Tayyib Erdogan, che si intesta la vittoria se non decisiva almeno fondamentale. Ha personalmente ringraziato "i soldati turchi che hanno guidato l'operazione per la riconquista di Tarhuna", riporta Al Arabiya."Tarhuna è stata presa senza spargimenti di sangue", ha confermato all'Agi il portavoce degli Esteri, Mohamed al Qablawi, mentre la popolazione e le milizie festeggiavano per le strade della città che si trova a un'ottantina di chilometri a Sud-Est della capitale.Nel cuore di Tripoli invece già ieri sera si celebrava la liberazione della Grande Tripoli, la regione che comprende anche l'aeroporto internazionale a Bin Gashir. "Ora dobbiamo estendere il controllo della sicurezza sull'intero territorio libico per gestire il processo politico lontano dalle minacce della armi", conferma Qablawi.Da parte sua, Ahmed al Mismari, il portavoce dell'autoproclamato esercito nazionale libico di Haftar ha definito il ritiro "una scelta per risparmiare alla popolazione libica ulteriore sofferenza a causa dei combattimenti". Ma finora le milizie della Cirenaica non sembrano aver avuto questa premura per i civili: i media pro-Tripoli riportano che all'ospedale generale di Tarhuna sono stati scoperti 106 cadaveri di civili, tra cui donne e bambini, e tra loro tanti freddati di recenti con colpi d'arma da fuoco alla testa. Una mattanza, secondo le organizzazioni internazionali. Amnesty non esclude sia stati commessi crimini di guerra. Le strategie diplomaticheSul fronte diplomatico, Haftar continua a essere impegnato negli incontro in Egitto dove ha ricevuto anche il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh. Ma è evidente che - nonostante le rassicurazioni del Cairo - gli alleati si stiano sfilando, uno dopo l'altro.Solo due giorni fa a Mosca erano stati accolti il vice premier di Tripoli, Ahmed Maitig, e il ministro degli Esteri, Mohamed Taher Siala. Il generale della Cirenaica ha fatto intendere di voler riprendere i colloqui militari 5+5 per il monitoraggio, sotto l'egida dell'Onu, della tregua. Ma a febbraio, quando la commissione venne istituita con la Conferenza di Berlino, lo avrebbe fatto da vincitore. Ora rischia che lo faccia da vinto.