Ocse: Oxfam, 'aumentano aiuti ai paesi poveri da Ue ma Italia taglia 270 mln' (3)

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(Adnkronos) – "Mentre l’impegno italiano si riduce – aggiunge Petrelli – La mancanza di trasparenza nelle allocazioni del Ministero dell’Interno, fa sì che ben oltre 1 miliardo di euro anche nel 2020 non venga correttamente destinato allo sviluppo dei Paesi più poveri, ma nemmeno al miglioramento delle politiche di integrazione dei migranti arrivati in Italia. A destare inoltre enorme preoccupazione, a causa dell’ingente calo dell’aiuto bilaterale, è la rinuncia dell’Italia a giocare qualsiasi ruolo e funzione in aree strategiche anche per gli interessi del nostro Paese, come il Mediterraneo e l’Africa. Al contrario di quanto esternato più volte recentemente sia dal Ministro degli Esteri Di Maio, che dal Premier Draghi. A questo si aggiunge l’impatto umanitario di una riduzione dell’impegno in aree e paesi stremati da conflitti, cambiamento climatico e adesso dalla pandemia, che eppure sono indicati come prioritari nei documenti strategici delle politiche di cooperazione italiane. Da paesi mediterranei quali la Tunisia o il Libano, africani dal Sudan all’ Etiopia a rischio di catastrofe umanitaria all’Iraq nell’area medio orientale".

Mentre i paesi ricchi hanno adottato misure eccezionali per rispondere alla pandemia impiegando migliaia di miliardi per finanziare i piani nazionali per la ripresa, avverte Oxfam, la stessa urgenza dovrebbe guidare la loro risposta internazionale: aumentando i budget per gli aiuti, riallocando i loro diritti speciali di prelievo e agendo con urgenza sulla cancellazione del debito dei paesi poveri. Al contrario molti aiuti continuano ad arrivare tramite prestiti.

"Siamo di fronte a un’azione paradossale che rischia di non lasciare nessuna possibilità di ripresa ai paesi più poveri. – conclude Petrelli – Adesso è il momento delle sovvenzioni a dono, non dei prestiti seppure a interessi agevolati, che paesi in ginocchio, non sono in grado di pagare. È necessario consentire ai paesi a basso reddito di rafforzare tutte le forme di protezione sociale, di investire in ospedali e scuole, fornire vaccini, test e trattamenti Covid-19, sostenere i loro sistemi sanitari e la capacità di produrre vaccini. Un passo importante, che deve essere accompagnato dal rendere i brevetti dei vaccini Covid un bene pubblico globale". Sul tema colpisce infatti quanto poco ha fatto la cooperazione italiana sul fronte della pandemia e nel settore sanitario. "Nei dati disaggregati forniti dall’Ocse espressi in dollari, l’Italia nel 2020 ha impegnato 98 milioni in attività relativa al Covid e solo 11 nel settore sanitario, nulla a fronte ai più di 2 miliardi della Francia o al miliardo e mezzo della Germania e persino inferiori ai 208 milioni della più piccola cooperazione spagnola di cui ben 48 impiegati nel solo settore sanitario. – conclude Petrelli – Probabilmente a causa degli effetti ritardati della recessione globale imposta dalla pandemia, nel 2021 assisteremo a maggiori tagli negli aiuti da parte dei paesi ricchi. Fin da ora lanciamo quindi un appello a compiere prima di tutto una scelta politica, dimostrando lungimiranza e solidarietà nel momento più necessario".