Oculisti: no alle visite pseudo-mediche dall'ottico. Parte processo

Mpd

Roma, 16 gen. (askanews) - Si tiene domani a Frosinone la prima udienza del processo, frutto della denuncia della Società Oculistica Italiana-Soi nei confronti di oltre 60 ottici e negozi in tutta Italia per "esercizio abusivo della professione di medico-oculistica". E' il primo procedimento del suo genere e, come spiega ad Askanews il presidente Soi, Matteo Piovella, "nasce dall'esigenza di assicurare ai pazienti cure adeguate e sicure". In particolare, Piovella punta il dito contro il fatto che "anche nelle scuole si proponga di portare i bambini a sottoporsi a queste pseudo visite che non sono assolutamente adatte. Solo un medico oculista è in grado di effettuare una visita a 380°, di fare una prescrizione, di dare una terapia in caso di problemi di vista che se non sono individuati o male individuati possono creare danni anche permanenti. Una persona adulta è in grado di decidere su quello che vuole fare della propria salute, ma i bambini vanno tutelati".

La denuncia è stata presentata oltre due anni fa, spiega il professore che chiarisce: "Nessuna guerra santa. Non c'è nessuna intenzione di processare un'intera categoria: nel momento in cui però l'ottico si vuole sostituire all'oculista, facendo in negozio gli esami medici, cosa contraria alla legge e ad ogni buon senso, è ovvio che il passaggio virtuoso si interrompe".

"Ben otto persone su dieci - riferisce ancora Piovella - quando hanno un problema e hanno la necessità di controllare la vista si rivolgono all'ottico, ma se questi rompe il collegamento virtuoso con lo specialista e cerca di essere il riferimento, questo può creare dei pericoli. Perchè non è preparato. Non stiamo a contestare la capacità degli ottici, ma non sono medici, non c'entrano nulla con la sanità, non c'entrano nulla con apparecchiature mediche sofisticate che se male interpretate possono creare difficoltà a diagnosticare le patologie. E sono gli ordini dei medici ad avere il dovere di difendere i cittadini contro l'abuso della professione medica".