Odeh, leader arabo israeliano, ad HuffPost: "Mai in un Governo di colonialisti"

Umberto De Giovannangeli

Per i leader degli arabi israeliani è “una palese, ingiustificabile intrusione nelle vicende interne a Israele, oltre che l’ennesima picconata al negoziato di pace”. Per la dirigenza palestinese è “l’ennesima conferma che per Trump non solo sono inesistenti i diritti del popolo palestinese ma che per lui e i suoi fedeli sostenitori dei coloni, la legalità internazionale e le risoluzioni Onu sono carta straccia”.

Di certo, è l’ultimo salvagente lanciato da The Donald all’amico Bibi nel momento più difficile della sua lunga vita politica. “Gli Stati Uniti non considerano più gli insediamenti di coloni ebrei nei Territori palestinesi “incompatibili con la legalità internazionale”. Con una mossa che rovescia la posizione assunta dal Dipartimento di Stato americano fin dal 1978, il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dato il via libera all’erosione della terra su cui dovrebbe sorgere uno Stato palestinese. “Definire quegli insediamenti illegali non fa fare passi avanti alla pace”, ha aggiunto Pompeo, secondo cui “la dura verità è che non vi sarà mai una soluzione giuridica al conflitto”. L’ambasciata Usa a Gerusalemme ha messo in guardia gli americani che viaggiano a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza, poco dopo la dichiarazione di Pompeo. “Individui e gruppi contrari al recente annuncio del segretario di stato potrebbero colpire infrastrutture, interessi privati e cittadini Usa”, ha spiegato l’ambasciata.

La mossa del tycoon sembra un altro salvagente per l’amico Netanyahu, dopo la recente sentenza della Corte di giustizia europea sull’obbligo di etichetta per i prodotti delle colonie israeliane. La dichiarazione Usa, secondo l’ufficio del primo ministro israeliano, riflette “una verità storica: che il popolo ebraico non è colonialista straniero in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr). Infatti noi ci chiamiamo ebrei perché siamo il popolo della Giudea”. Israele “resta pronto e desideroso di condurre...

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