'Odiare ti costa', l'iniziativa contro gli haters che popolano i social

L'indirizzo è https://www.facebook.com/odiareticosta/

Basta poco per entrare in contatto con la parola 'odio', quando sei sui social media. Basta un post con una opinione non popolare su Twitter, su Instagram e su Facebook per avere commenti negativi di ogni tipo, principalmente insulti alla persona e alla famiglia fino alle minacce di morte. Questo sistema esiste anche altrove, e pure nella sezione commenti di Yahoo si leggono talvolta diversi utenti ben poco propensi a un uso costruttivo del web.

L'odio è stato talmente tanto versato da convincere alcuni cittadini italiani a far partire una campagna per assistere chi è vittima di minacce, calunnie e aggressività da tastiera. Si chiama 'Odiare ti costa', ed è la prima reale iniziativa 'pubblica' (dunque non da privato cittadino) che vuole mettere a freno l'odio sui social.

'Odiare ti costa' è stata lanciata dall'associazione Tlon e dallo studio legale Wildside di Cathy La Torre, avvocato di Bologna e attivista per i diritti LGBT. L'obiettivo è di aiutare chi ha subito cyberbullismo, minacce da troll o utenti veri, e auguri di morte, attraverso l'assistenza in sede civile. L'indirizzo utile per segnalare l'odio è odiareticosta@gmail.com.

Come funziona? Se sui social, o in generale in rete, ti capita di esprimere un'opinione e di ricevere sotto di essa delle minacce di qualunque tipo, puoi mandare all'indirizzo email lo screenshot o il link nel quale sono contenute le parole d'odio. In seguito lo studio legale, attraverso la sua rete di avvocati, investigatori e informatici, può indagare sul tipo di offesa e consigliare una richiesta di risarcimento danni morali per le offese ricevute.

La diffamazione è un reato che può essere punito anche sui social, in quanto strumenti di pubblico dominio. A differenza dell'insulto a voce, meno dimostrabile in sede legale salvo la presenza di numerosi testimoni, l'insulto via web è duraturo. Le tracce lasciate da ogni utenza sul web sono la miglior prova in grado di proteggere le persone comuni dai troll veri o digitali che transitano online.

L'avvocato La Torre ha dichiarato a Wired: "Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto. Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto. Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no. Quello è un delitto. È un danno. E si paga".

Se ti capita di ricevere insulti per ciò che scrivi sui social ricordati che gli strumenti per denunciare ci sono. Hai il potere di trasformare i leoni da tastiera in conigli da passeggio.