Odontoiatria, aumentano interventi con chirurgia mini-invasiva -2-

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Roma, 23 gen. (askanews) - "La mini-invasività garantisce numerosi benefici - spiega Ugo Covani, Direttore dell'Istituto Stomatologico Toscano - IST. - I vantaggi delle procedure mini-invasive sono relativi tanto al maggior comfort per il paziente quanto ai risultati ottimizzati dalla maggiore stabilità dei tessuti molli. È necessario parlare di vera e propria innovazione perché cambiano anche concettualmente alcuni aspetti base della chirurgia parodontale tradizionale, sebbene tali cambiamenti non rinneghino le procedure precedentemente utilizzate, ma le rinnovino con la semplificazione delle metodiche. In concreto, la chirurgia mini-invasiva comporta una guarigione più semplice e veloce e la riduzione dei dolori e delle complicanze infettive; nell'odontoiatria restaurativa significa un risparmio dei tessuti dentali; in ortodonzia, i dispositivi invisibili permettono di ridurre l'impatto delle terapie nei rapporti sociali, in quanto non si compromette l'estetica, ossia il sorriso del paziente. Un corretto uso delle nuove tecnologie potrà poi permettere un abbassamento dei costi delle terapie con l'inclusione anche di soggetti meno abbienti nella pratica odontoiatrica: questo è molto importante per l'IST, che, essendo una onlus, è molto attento ai temi sociali".

Se la minore invasività è facilmente associabile alla chirurgia ortodontica, meno ovvio sembra il riferimento all'Ortodonzia, per sua natura invasiva su bambini e adulti, vittime di apparecchi spesso ingombranti, certamente fastidiosi, di difficile mantenimento igienico e ad alto rischio di "invasività" cariogena. Eppure, anche in questo ambito, la mini-invasività si rivela importante novità, con una notevole riduzione dell'invasività in termini di rischio biologico, di mantenimento dell'igiene orale e di relazioni sociali. Un approccio mini-invasivo in Ortodonzia significa un utilizzo di apparecchiature in grado di trattare una malocclusione nel minor tempo possibile e con il minore impatto possibile sull'estetica e sulle attività quotidiane come la masticazione e la fonazione. Lo studio in questo ambito è però ancora in evoluzione. "Ancora non esiste una chiara evidenza sull'efficacia di questi dispositivi - spiega il prof. Covani. - Sappiamo che gli allineatori sono in grado di risolvere affollamenti lievi e moderati, ma falliscono nel trattamento delle malocclusioni più severe. In particolare, la correzione delle rotazioni dei canini e dei premolari, i movimenti corporei e il controllo dei contatti occlusali anteriori e posteriori sono poco efficaci tramite questi dispositivi".

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