Offerta CVC per Toshiba: 20 mld Usd per un marchio storico

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 7 apr. (askanews) - Dopo che è venuta alla luce la notizia che il fondo europeo di private equity CVC Capital Partners si è offerto di rilevare Toshiba per 20 miliardi di dollari, il titolo della compagnia ha avuto un balzo in avanti. Si tratta, infatti, di un'operazione che stabilizzerebbe il management di un gruppo che negli ultimi mesi è stato al centro di una pesante vertenza tra azionisti e management.

L'informazione era stata lanciata stamani dal Nikkei shimbun, il principale giornale economico giapponese, per poi essere confermata dallo stesso presidente e amministratore delegato Nobuaki Kurumatani, il quale ha dichiarato che l'offerta sarà "discussa in una riunione del board ", per capire se è nell'interesse degli azionisti, anche perché non è un'offerta concordata. Pertanto verranno richieste "ulteriori spiegazioni".

CVC sta considerando un premio del 30 per cento sulle azioni, che porterebbe il valore della transazione a 2.300 miliardi di yen (20,8 miliardi di dollari) sulla base della chiusura di borsa di ieri. Il fondo punta a reclutare altri investitori per prendere parte all'acquisizione.

Alla Borsa di Tokyo oggi il titolo è stato temporaneamente sospeso perché ha avuto un eccesso di rialzo, 18% sul giorno precedente, e negli Usa è salito del 20 per cento.

La proposta di CVC arriva in un momento di particolare fibrillazione all'interno del gruppo giapponese. Nell'ultima assemblea generale, due settimane fa, il management si è trovato in minoranza quando una serie di azionisti - tra i quali il fondo di Singapore Effissimo Capital Management che è il maggiore azionista con il 9,9 per cento - ha fatto approvare per un'indagine indipendente per verificare se i manager Toshiba abbiano esercitato pressioni sugli azionisti in occasione dell'assemblea di luglio 2020, onde ottenere il prolungamento del mandato di Kurumatani, poi rieletto con quasi il 58 per cento dei voti.

L'attuale numero uno del gruppo è il primo capo a venire dall'esterno della compagnia in 53 anni ed è stato prima vicepresidente di Sumitomo Mitsui Financial Group e poi presidente del ramo giappoponese proprio di CVC Capital Partners.

Secondo banchieri e persone vicine a Toshiba, che hanno parlato con il Financial Times, l'arrivo di CVC andrebbe a vantaggio dell'attuale management facendo venir meno loro il fiato sul collo degli azionisti contrari. D'altronde Yoshiaki Fujimori, il numero uno attuale di CVC in Giappone, è attualmente nel board di Toshiba.

Toshiba è considerata una realtà abbastanza vulnerabile nel panorama dei grandi marchi giapponesi. Da anni si parla di un declino di questo storico marchio nipponico, che ha quasi un secolo e mezzo di storia, iniziato con le perdite della sua controllata nel campo nucleare negli Usa e con un grave scandalo contabile. Nel 2017 solo un aumento di capitale d'emergenza guidato da Goldman Sachs l'ha salvato dal collasso.

L'acquisizione di Toshiba da parte di CVC è ora soggetta al vaglio delle autorità regolatorie e al controllo del Ministero delle Finanze nipponico, in base alla recente normtiva che impone un controllo accurato sugli investimenti stranieri in compagnie coinvolte in settori sensibili come la tecnologia nucleare. Si tratta di una normativa voluta in funziona prevalentemente anti-cinese, ma ovviamente valida "erga omnes".

CVC, con base in Lussemburgo, è un fondo con ramificazioni in 23 paesi e con asset per 117,8 miliardi di dollari. In Giappone ha acquistato recentemente il produttore di cosmetici Shiseido e molti anni fa la catena di ristoranti Skylark.