Oggi è il World Pasta Day e si va dai Bigoli ai Malloreddus

Red/Nav

Roma, 25 ott. (askanews) - Amata in ogni sua forma, corta o lunga che sia: è la pasta, un primo piatto reso celebre dall'Italia e apprezzato in tutto il mondo. Ma anche all'interno dei nostri confini, sono tante le sorprese che può regalare la pasta: la nostra penisola, infatti, è ricca di specialità regionali, di tante tipologie che si differenziano per forma, lunghezza, grana e preparazione. Oggi, 25 ottobre, in occasione del World Pasta Day, Volagratis.com propone un viaggio nel gusto, dal nord al sud dell'Italia, alla scoperta dei tipi di pasta tipici di ogni regione italiana, dai bigoli veneti fino ai malloreddus sardi.

Bigoli

Tipici della cucina veneta, ma diffusi anche in alcune aree della Lombardia, i bigoli (o bigoi, in dialetto) sono una pasta lunga e ruvida, ideale per primi piatti dai sughi abbondanti. Pare siano nati a Padova nel 1600 dall'idea di un pastaio che aveva brevettato il macchinario per farli, mentre il loro nome deriverebbe dal termine dialetto "bigàt", ossia bruco: forma e spessore ricordano proprio il piccolo animale.

Come provarli: dal più tipico ragù d'anatra fino ai sapori del veneziano o del rovigotto come i bigoi in salsa, preparati con sardine o acciughe e cipolla.

Pizzoccheri

Il paese di Teglio, in Valtellina, può vantare l'invenzione dei pizzoccheri: simili alle tagliatelle spesse di colore scuro, si preparano con farina di grano saraceno, a cui si deve il loro colore grigio. Il loro nome sembrerebbe derivare dalla radice "pit" o "piz", con il significato di "pezzetto", oppure dalla parola pinzare, cioè schiacciare, riferito alla forma schiacciata della pasta. Altre ipotesi farebbero risalire la parola pizzoccheri al longobardo "bizzo", ovvero "boccone".

Come provarli: nella ricetta tradizionale la pasta viene cotta insieme a patate e verze e poi condita con del burro fuso insaporito all'aglio e con il Casera, un formaggio di latte vaccino proveniente dalla provincia di Sondrio.(Segue)