Oggi Aifa decide sul richiamo per i vaccinati J&J: l'ipotesi eterologa a 6 mesi con Pfizer

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(Photo: Tom Williams via Getty Images)
(Photo: Tom Williams via Getty Images)

Oggi l’Agenzia Italiana del Farmaco si riunirà per decidere non solo per il via libera alla terza dose agli under 60, ma anche per indicare quale vaccino utilizzare come booster per il milione e mezzo di italiani che ha ricevuto il monodose Johnson&Johnson.

Sembra che il sentiero di Aifa ricalcherà quello percorso nelle scorse settimane dalla Fda, agenzia americana americana del farmaco, e dalla tedesca Stiko: la vaccinazione eterologa con somministrazione di vaccino a mRNA, dopo la prima dose a vettore virale di J&J. Come ricorda il Corriere, “ai vaccinati di J&J viene raccomandato un richiamo che in Italia sarà fatto con Pfizer-BioNTech, l’unico composto autorizzato a livello europeo per quest’uso (in Usa invece ci sono sia Moderna sia lo stesso J&J che però da noi non viene più acquistato)”.

Quali saranno i tempi? Dopo la decisione di Aifa, sarà emanata una circolare del Ministero della Salute con tutte le informazioni dettagliate. L’ipotesi è che i richiami per gli italiani che hanno optato per il monodose J&J, partiranno dopo i 6 mesi dall’ultima inoculazione.

Perché è necessario il richiamo per chi ha fatto J&J? A spiegarlo all’HuffPost è Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. “Chi è vaccinato con Johnson&Johnson è protetto contro le forme gravi della malattia e contro l’ospedalizzazione, anche a distanza di mesi. Le stime iniziali di J&J riportavano un’efficacia pari al 66-70% contro l’infezione sintomatica, che nel corso del tempo è destinata a scendere fino a diventare insufficiente. Da qui nasce la raccomandazione e la necessità di una dose aggiuntiva per potenziare la protezione per proteggere se stessi e gli altri”, dice l’esperto.

La vaccinazione eterologa è sicura? “Ce lo dicono gli studi e la letteratura scientifica: la somministrazione di un vaccino a mRNA dopo un vaccino a vettore virale o viceversa non comporta particolari rischi né effetti indesiderati gravi. Tutt’al più si possono accusare normali effetti collaterali post-vaccinali in forma poco più accentuata (febbre, stanchezza, mal di testa, dolori, muscolari, ecc). Dati rassicuranti non provengono solo dalle ricerche, ma anche dal mondo reale: ricordiamo che, dopo la raccomandazione del Ministero della Salute degli scorsi mesi, a ricevere il richiamo in eterologa in Italia sono state anche le persone sotto i 60 anni vaccinate con la prima dose di AstraZeneca, altro vaccino a vettore virale come J&J”, dice Clavenna.

Anche ai vaccinati con J&J servirà una terza dose? Clavenna risponde: ″È troppo presto per dirlo. Non sappiamo se questa seconda dose sarà l’equivalente della seconda dose degli altri vaccini: bisognerà osservare i dati prima di trarre le conclusioni. A ogni modo, chi farà il richiamo adesso avrà davanti almeno 6 mesi prima di doversi porre di nuovo l’eventuale il problema”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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