"Oggi né De Gasperi né Togliatti sposterebbero un voto". Intervista a Michele Ainis

Nicola Mirenzi

Sulla via Emilia, la politica ha barato: “È stata una campagna elettorale giocata con le carte truccate. Sulla scheda, gli elettori troveranno il nome di Lucia Borgonzoni, contrapposto a quello di Stefano Bonaccini. Eppure, dietro la candidata del centrodestra, vedranno l’ombra di Matteo Salvini, il leader che l’ha nascosta alle persone che dovrebbero eleggerla”. Le pazzie della classe dirigente italiana sono l’oggetto dello studio di Michele Ainis – uno fra i più importanti costituzionalisti italiani – da svariati anni: paradossi, sbalzi d’umore, incoerenze, capricci, complicazioni, arabeschi normativi, latenze e supplenze. Per nominarle tutte, tutte insieme, ha inventato un concetto: Demofollia, che dà il titolo al suo ultimo libro (Nave di Teseo): “Non mi spingerei a dire che l’eventuale sconfitta di Bonaccini alle elezioni in Emilia Romagna sarebbe la prova della follia collettiva degli emiliano-romagnoli”. I quali – tutti lo sanno, tutti lo dicono, tutti lo certificano, a destra, a sinistra e al centro – sono stati dal governatore uscente ben amministrati.

“Viviamo in un tempo in cui la soggettività prevale sull’oggettività. Conta meno quello che fai di quello che comunichi. Meglio sarebbe dire: scomunichi. La responsabilità non paga elettoralmente. Si ricorda? Il Partito Democratico ne diede ampia prova quando acconsentì alla nascita del Governo di Mario Monti, incaricato di varare misure impopolari, ma necessarie. Alle urne, la pagò carissima”. Ma, certo, la politica si muove sempre sul campo di battaglia delle emozioni e delle ragioni, dell’esplosione e del controllo, del furore e del calcolo, dell’avventura e della scaltrezza: “La vita collettiva degli uomini, da sempre, ha di fronte a sé la sfida del dominio delle passioni. Essa dovrebbe tendere – seppure destinata a non raggiungerla mai – alla terra promessa delle scelte razionali”.

Cosa c’è di nuovo oggi, Professore?

C’è di nuovo che, in questa...

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