“Oggi siamo tutti un po' più fieri di essere francesi”

di D. Ceccarelli
Soccer Football - World Cup - Final - France vs Croatia - Paris, France, July 15, 2018 - France fans celebrate on the Champs-Elysees avenue near the Arc de Triomphe after they defeated Croatia in their Soccer World Cup final match. REUTERS/Gonzalo Fuentes

Tre fischi finali, un boato liberatorio che per alcuni secondi fa tremare tutta Parigi: la Francia è campione del mondo. Sugli Champs de Mars, nella fan zone installata con i quattro maxi schermi per l'occasione all'ombra della Tour Eiffel, più di 90mila persone si lasciano andare ai tanto attesi festeggiamenti dopo la goleada che i bleus hanno imposti ai Croati.

Il colpo d'occhio trasmesso in diretta dalle televisioni francesi è impressionante: un tappeto umano ricoperto dalle bandiere bleu-blanc-rouge sventolanti, mentre la Marsigliese viene cantata da tutti a squarciagola. Nella folla anche bandiere dell'Algeria, del Marocco e della Tunisia, simboli di un'altra Francia, periferica, che oggi si riunisce sotto una vittoria dall'alto valore simbolico per tutto il paese. L'atmosfera è elettrica, quasi liberatoria dopo novanta minuti passati col fiato sospeso nonostante l'ampia vittoria finale.

"Adesso tutti sugli Champs Elysées!" grida un ragazzo sui vent'anni ai suoi amici, mentre la sua ragazza si sistema il tricolore sbiadito sulle sue guance che si era preparata prima della partita. Fuori dall'area l'euforia è ancora più forte tra chi non è riuscito ad entrare e si è dovuto accontentare di seguire la partita sbirciando sugli schermi rimanendo fuori dagli eleganti bistrot del settimo arrondissement. "Oggi siamo tutti un po' più fieri di essere francesi" dice Anne, che vive proprio a due passi dalla Tour Eiffel, aggiungendo che "finalmente arrivano buone notizie per la Francia". La festa si snoda rapidamente nelle strade della capitale, al coro di "Allez les Bleus" e "On est les champions!". Scooter e macchine ricoperte di bandiere fanno a gara di clacson, in un caos generale tra balli e canti. Addirittura c'è chi accenna l'immancabile "Bella ciao", probabilmente senza conoscerne il vero significato.

I tanti turisti giapponesi si guardano attorno quasi impauriti da tanta irruenza, facendo foto e ed evitando gli abbracci di sconosciuti...

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