Il corteo dei No Green pass a Trieste dopo l'impennata dei contagi

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AGI - Sì alle mascherine e alle distanze, no al servizio d'ordine che vigili sul rispetto delle regole e denunci i trasgressori.

I no green pass sono pronti a rispettare nel corteo di domani solo in parte le prescrizioni anti Covid imposte con un'ordinanza firmata dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza per evitare che si ripetano assembramenti pericolosi per la diffusione del virus.

Almeno sulla carta, perché i malumori nel variegato universo sono tanti in vista del primo corteo di protesta con le restrizioni decise dopo l'impennata di contagi che ha reso la città prima in Italia per contagi, con un focolaio di partecipanti alle manifestazioni seguite all'occupazione' del porto poi sgomberato dalle forze dell'ordine.

Se il loro impegno a rispettare le norme è reale lo vedremo nelle prossime ore, ma in casi come questi conta anche la forma prima dell'evento per evitare eventuali sanzioni amministrative a carico degli organizzatori.

Il ‘noi avevamo avvertito, poi è andata com'è andata', insomma. Ecco che allora il Coordinamento no pass cittadino diffonde un comunicato in cui informa “che il decreto impone ‘l'obbligo per i singoli partecipanti del distanziamento e l'uso della mascherina per le situazioni in cui non possa essere garantito' a pena di sanzioni amministrative” e si spinge anche un po' più in là.

“Al di là delle imposizioni, ci appelliamo alla responsabilità e al buon senso di ognuna/o di noi per la tutela della salute individuale e collettiva”.  

La Questura ha limato le richieste dei ribelli al certificato verde. Il corteo potrà snodarsi dalle 15 alle 18 e non dalle 18 alle 21 com'era nei loro desideri ed è stato accorciato anche l'itinerario al fine di evitare il transito dei manifestanti nei pressi di obiettivi ritenuti sensibili”.

Il percorso dovrà essere: Piazza della Libertà, Corso Cavour, Riva 3 Novembre, via Mazzini, Piazza Goldoni, via G. Carducci, Piazza Oberdan, Piazza Dalmazia, via Ghega, Piazza della Libertà. Niente piazza Unità d'Italia, ovviamente, dopo che il luogo d'elezione delle manifestazioni delle ultime settimane è stata vietato alle proteste fino a fine anno. I diktat del sindaco sono stringenti.

Ai leader del dissenso viene richiesto di prevedere la presenza di persone in pettorina gialla o arancio che controllino mascherine e distanze, che il numero di questi ‘steward' non sia inferiore al rapporto 1 a 100 rispetto al numero dei manifestanti di cui è prevista la presenza, che sia predisposto un elenco dei controllori da consegnare alla Questura.

Ai controllori toccherebbe anche riferire alle forze dell'ordine “comportamenti inosservanti delle regole”, sempre secondo ordinanza del primo cittadino.  

Ma qui i no pass non ci sentono.  “Stanno provando a delegittimare la proteste contro il green pass in tutti i modi. Prima lo spauracchio del focolaio selettivo, poi gli appelli della Trieste bene infine con le ordinanze del prefetto e del sindaco. Ci rifiutiamo di organizzare un servizio d'ordine e di controllo, siamo consapevoli dei rischi collegati al virus e siamo in grado di autotutelarci”.

Come consigliere comunale del partito no vax 3V, Ugo Rossi ha presentato un'istanza al sindaco in cui chiede la revoca dell'ordinanza definita “incostituzionale, una carta straccia che non vale nulla che non ho nessuna intenzione di rispettare domani”.

Nell'istanza, chiede a Dipiazza “come possa ordinare ai singoli partecipanti delle manifestazioni il distanziamento sociale in luoghi all'aperto quando non è più previsto in luoghi pubblici al chiuso come musei, altri istituti e luoghi della cultura”.

Con toni più morbidi si è espresso il portuale Stefano Puzzer sostenendo che “la mascherina non serve” ma invitando la piazza a rispettare le misure.

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