OJ parla dell'omicidio della moglie e scoppia a ridere, inquietante semiconfessione

O.J. Simpson (Screenshot Fox)

La storia dice che O.J. Simpson non ha mai ucciso la moglie Nicole Brown e l’amico Ron Goldman. Ma il processo penale che ha fatto parlare tutti negli anni ’90 non è una questione risolta, tra mille dubbi e una personalità, quella appunto di O.J. Simpson, che si presta a molteplici interpretazioni.

Arrivando a oggi, nel marzo 2018, siamo di fronte a una novità. Una video intervista del 2006, mandata in onda solo ora, fa vedere un O.J. che si presta a uno strano racconto di come ha visto l’omicidio e di come l’avrebbe compiuto – ipoteticamente. Nel suo racconto alcune falle, non si sa se per le contrastanti emozioni, per un non completo controllo grammaticale o per un tentativo maldestro di confessare in parte, mostrano un O.J. non perfettamente lucido. Anzi, in taluni tratti anche inquietante.

In particolare il passaggio nel quale racconta del sangue sul corpo della moglie, quasi decapitato nella furia omicida, è significativo: O.J. dice la parola “sangue” e poi si mette a ridere istericamente, dicendo “non poteva che esserci sangue in un omicidio”. Un modo strano per raccontare quello che da fuori sembra un dramma familiare non facile da affrontare.

Poi ecco la falla logico-grammaticale: O.J. parla di un amico, detto ‘Charlie’, con lui al momento della prima lotta, quella con Ron Goldman. O.J. prima parla in terza persona, quindi raccontando Charlie, e poi passa inspiegabilmente alla prima persona. Dice che Goldman lo ha minacciato con una mossa di karate, che lui prende il coltello da Charlie e che da quel momento non si ricorda nulla. Alla giornalista intervistatrice, Judith Regan, quell’intervista appare come una confessione.

Judith Regan (Screenshot Fox)

O.J. Simpson si rese protagonista, dopo il ritrovamento dei corpi, di una fuga trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo: un inseguimento lentissimo della sua auto tramite 20 pattuglie della polizia e alcuni elicotteri.